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Onirica poesia

 

 

 

 

 

 

 

Sono romantica e sognatrice  

    i sogni non li analizzo

  non sono per me solo

      ”attività onirica”

 

 Immagini dell’ inconscio idealizzate

       visioni nel sonno

 strette alle intime idee 

 

           Percezione

 Il mistero e il sogno sono poesia

           Attendono

 di essere scoperti e compresi

 

Nel manifesto simbolico

nel risveglio a rimembrare

storie di freschi colori

 

   Isolamento dormiente

       libera in azioni

   le emozioni primarie

     latenti e opposte

 

  L’uomo civilizzato tende

      a metter ordine

      con l’attitudine

a chiarire il significato

             oscuro

   disteso nell’antico letto

 

      Nell’eco di antiche teorie

scienziati dallo spirito matematico

   non hanno ancora scoperto

         ciò che per il poeta

   e il popolo saggio era già

            conoscenza

 

  Dalla genesi del mondo

    abbiamo ereditato

un profetico figlio prediletto

di fronte alle vacche grasse

 

    al fianco di sacerdoti

      schiavo predestinato

          Faraone preso

   dall’onirico messaggio

              divino

  di imperscrutabile volontà

 

    Dormi coscienza

      apri la notte

  al super-io e fallo felice

svelando e non censurando

desideri che non oso rivelare.

Immacolata Chessa

18 ottobre 2010 alle ore 17:19

Il fuoco concede energia.

 

 
Allora m’illudo e mi consolo, 
dono o colpa da cancellare 
con il tasto delete, il libero arbitrio?
Pungiglione della consapevolezza
o liberazione dell’incoscienza…
La vita e la morte accettabili nell’inutilità
materiale, modificabili a tal punto,
da poter intervenire sulle fasi negative,
un giorno non così lontano, senza sprecare
ciò che di buono
abbiamo seminato. Sarà, grano maturo
lasciato alle intemperie,
o morte della vita messa a marcire? Oppure,
rimedieremo salvando i nostri dati,
le potenzialità inespresse
che impediscono all’umana specie di evolversi,
come un’interfaccia
che completerà la nostra evoluzione mentale,
divenendo noi lo schermo da visualizzare…
Dati accumulati dalla nostra mente interiore,
quello spazio tra anima e spirito
che non riesce a farsi sentire…
Potremo integrarci con l’Universo,
noi deboli e superficiali, a tal punto
da non ” sentire” ” vedere” nel riflesso
della luce un livello superiore
di conoscenza. La coscienza
collettiva unita all’individualità positiva,
nell’espletazione dell’energia vitale.
Superando l’esame del severo Cosmo ,
che influirà positivamente su chi
ha già ” aperto la mente” .
La salvezza è nel codice divino,
non in quello all’accesso a internet,
quanto sappiamo, masticando davanti allo schermo,
giungendo ” in siti ” a noi altrimenti inaccessibili,
raggiunti con l’illusione d’essere sempre presenti,
nell’isolamento forzato
di energie statiche, mosse solo
dalla pesantezza di una mano.
Il fuoco sacro che brucia in noi
è il lume della ragione, il terzo occhio
che vigila, la sfera incandescente
che dona vita all’universo intero,
la fiamma, la luce, il sole.

Lullaby- Resurrezione o rinascita dei non morti..


La differenza ,non so quale sia, ma tornano

e annusano il nostro calore e fiammella del sentiero

conduce oltre i confini del vero..
I quesiti sull’esistenza della non morte,sono all’origine delle radicate credenze nell’ultraterreno, unita al timore dell’ignoto,  aumentando il desiderio
di credere per essere protetti dai malefici del destino avverso,
da spiriti spauriti, che non trovano il tunnel di luce.
I morti tornerebbero svegliati dalla fame, cannibali del mito, 
del ritorno dell’occulto,vagando nella stasi malinconica.
La sete di sangue profumato, dalla vita che risorge nella carne,
si rigirano nei talami senza amore.

Inutili ai vivi, avidi e freddi, attirati dal nostro calore, nutrendosi della nostra essenza vitale, rivivendo in un’altra dimensione, in un epica sorte.
Gli spiriti vaganti tormentano la mente, visioni di paure mai sopite,
nel ricordo, che fu della vita, scorrono rifangendosi in forma tridimensionale.
Rumori dall’orario d’abituale rito al risveglio,
nella compostezza di una vita immaginata,
anche i non morti sono alla ricerca dell’illusione.

Cercando le sensazioni che son divenute mute, assaporando dalle nostre labbra quel che hanno perso.
L’anima trasmigra e la coscienza resta
I non viventi si distinguono dai vivi, una sottile ma fondamentale differenza
è l’anima, che risiede negli esseri animati dalla linfa vitale,
che scorre con l’amore, producendo energia cosmica e positiva.
L’unica energia che produce un morto è l’autocombustione ,
poi compressa in un cubetto di carbone. 

L’anima, essere individuale, potrebbe avere un suo destino?
Immaginiamo un paradiso e anime eteree vivere
in armonica contemplazione del divino,ma se non fosse così?
Immaginiamo l’energia cosmica che ci attrae,
l’anima vive nell’indipendenza dell’imprescindibile, nel mistero dell’eterno.

Il destino dell’anima è l’eterno, nella sua rivelazione, chiama a se per donare altre esistenze. Immortale tocco vitale, sensibile al razionale, perla dell’intelletto armonioso.Si scinde la coscienza dall’anima, all’arrivo di sorella compassionevole, l’anima lotta per uscire dal guscio vuoto, congiungendosi di nuovo, solo dopo aver scalato alture della purezza.
Immateriale della mente insondabile, impalpabile intellettuale, si muove animandosi e rivelandosi in vitale esistenza, nella ruota dell’eterno coglie l’istante di passaggio,

di una eterea cicogna. Visitano l’aria spandendosi come semi

dispersi dal vento, fiorendo su terre incolte

nelle sere stellate li vedi in compagnia delle stelle

ed a ognuna di loro potremmo dare un nome.

Immacolata Chessa

Senza pungiglione. L’Ape.

 

Sono come un’ape

che sosta su ogni fiore
Traendone sostegno e miele per la vita
Un fiore solo avrebbe il profumo
che sempre
mi guiderebbe ad esso,nutrendomi
Giorno dopo giorno del suo nettare
Vorrei fermarmi sulla corolla invitante
scaldata dai raggi mattutini
nell’abbaglio dell’alba
Essere certa che il mio volo avrà anche un ritorno
Le persone sono complicate
Ancorate alle loro paure
Inchiodate al muro dei timori
Visi lisi sulla facciata,mentono,
nascondendosi sotto dubbie ragioni
L’unico modo per assaporare il miele
è attendere l’ape che li trasporti
ai dolci sapori lasciati alle spalle
Appassendo come i fiori, le lasciano sole
Incessantemente costrette a vederli sfiorire
Girovaghe ronzanti su giardini fioriti
di una breve stagione.
 
 

Sarà il tempo che uggioso va ingrigendo il vuoto, della mente.

Sarà il tempo
che uggioso,
va ingrigendo il vuoto della mente.
Un cerchio di sensazioni avvolge il corpo,
quando riusciamo a staccarci dalla materia.
Quei secondi
di assenza sono la partenza,
e la nostra mente viaggia ritrovandosi
nello stesso momento in cui eravamo,
prima d’essere rapiti dal volo della coscienza.
Un alone di calda protezione
sembra essere la dimensione adatta ,
congeniale al nostro spirito.
Entrare nella quiete dei propri pensieri,
usciti dalla porta
e sembrano mai più tornare.
Sono figli dei nostri desideri, bussano
e appaiono cresciuti, visti
dalla parte di chi li aveva trascurati;
immersi nei loro discorsi, e gente
che sembra conoscerne le risposte,
sorride alla loro visita.
Il ritorno indesiderato, è un senso di vuoto,
la fredda parete che divide il giorno dalla notte,
il sogno dalla realtà…
La falsificazione del tempo,
che non ha nessun confine, valica
le nostre ambite vette, sventolando
la bandiera del nostro essere interiore.
Raggiunto prende voce,
in quell’interminabile sequenza
di secondi, maturati alla velocità della luce,
e nella stessa disperdono le emozioni donateci,
nei pulviscoli notturni d’una sfera magnetica,
sasso misterioso che affianca giganti del creato.
 
I_C
18 marzo 2013 14:39

Dispersioni.

Siamo legati anima e corpo agli umori del tempo,
alle veloci nuvole passeggere
passando al sole già caldo,
negli interstizi delle reminiscenze della pioggia .
Boati di luce
affondano il tuono nelle sensazioni in attesa..
Quanto
dovrò attendere, prima che la tempesta perfetta
sconquassi il mio spazio…
Fragori d’un luogo anelato, scattano
sopra un cielo immenso ed oscuro a volte,
altre esonda dalle sue rive, straripando nei miei occhi.
Accecati dalla troppa luce, eppure la cerco
come il cieco appoggio la mano,
afferrando la sua ancora di salvezza.
Mistero è l’essere interiore, invia messaggi
difficili da decifrare, facili da realizzare nella pratica,
ma di tutto vogliamo analizzare i pro e i contro,
e nel frattempo perdiamo tempo..
Sono brava a perdere, quelle gocce preziose
che profumano la vita di coincidenze,
di ritorni, di occasioni perse…
Cogli l’attimo, dovrebbe essere facile riconoscerlo
e trattenerlo con tutte le forze, non pronunciando
quella parola sbagliata, messa in bocca
chissà da quale negativo pensiero,
da un’empatia nemica dei veri desideri.
Falsando i momenti vissuti
con gesti usciti da una mente,
lasciata a deperire per il troppo nutrimento
svogliatamente affamata, ora celebra il suo cannibale rito..
Mangia mai sazia, dalle ciotole
delle mie dispersioni temporali,
esco ed entro nella mia dimensione, mia..
Quale sciocchezza vado spargendo,
come sale sull’erba cattiva vorrei sterminare
questo campo avvelenato, dai fattori esterni..
Nulla mi appartiene e non so nemmeno
cosa sia una dimensione, tutto spiegato dalla logica,
e la coscienza pronta ad accogliere la sua chiave,
che la libererà dai miei interminabili dubbi.


I_C
20 marzo 2013 05:03

L’intelletto dell’anima.

 

La mattina decidete voi quale sarà l’andamento degli accadimenti,ed altro che possa far fiorire in voi un battito regolare delle pulsazioni, calmando il respiro.

A qualcuno servirà, perché, saprà cercare in se l’alito divino,  quello di far affluire a se le forze elementari della natura, l’energia che circonda la nostra dimensione congiunta alla forza cosmica. Parole che soltanto ascoltandole, portano alla mente l’essenza del concetto esistenziale, a cui sentiamo la necessità di attingere, a fonti che dissetino la nostra curiosità. Il nostro intelletto parte delle qualità dell’anima, sente il richiamo arcaico di un legame tra uomo e potere creativo del pensiero, che si dice, abbia creato tutto ciò che noi chiamiamo materia.

Il grande mondo pensato per noi, dove tutto si crea con la sola forza del pensiero. Desideri tutti avverati finché, sentiremo in noi la sazietà delle cose materiali, giungendo naturalmente all’evoluzione, nel passaggio ad un livello superiore di coscienza. Dove le ricchezze appaiono superflue, di fronte alla potenza della ricchezza interiore, quella forza motrice donata dalla semplicità dell’esistenza, cercatrice di un oro raro, che si trova nelle profonde cavità della nostra super coscienza e non i vari stati alterati che subiamo dalle circostanze . Il luogo dove tutte le nostre esistenze passate attingono il loro sapere, donandolo a chi un giorno aprirà quell’occhio chiuso forse per pigrizia, guardando dentro la scatola magica dal fondo infinito. Una memoria cosmica, il nostro legame dimenticato, che riaffiora come il subconscio nei sogni, rammentandoci ciò che abbiamo o hanno voluto farci dimenticare.

ViolaNERApoetry

La soluzione.


Ti riconosco

dall’andatura del passo
quasi ovattato
e vorresti soprendermi
Mai troppo affrettato
giungendo sempre in tempo
Tu sei il destino
Ti attendo
con la porta aperta
e la chiave in mano
Percepirò la tua presenza
invisibile scrutarmi il viso
La tua mano sulla spalla
per confortarmi
O condurmi lontano…
Avvistando un viaggio
da percorrere sola
e in quell’istante ti rinchiuderò
fino al mio ritorno
E il tuo carattere volubile
sarà costretto ad attendermi
ad ascoltarmi una volta per tutte.
 
I_C
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Se fosse vero.

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Ho visto l’estate

e mi hai baciata

L’inverno ancora gelava

Il mio cuore sostando

con stalattiti appuntite

Correvi incontro a me

Sapevo d’esser sveglia

Stropicciandomi gli occhi

La tua figura la amo

Immersa nei tuoi sguardi

Pupille di lucido ardore

mischiano la pelle

emanando flussi ammalianti

Dormi

Io resto qui

abbracciata al tuo istante

accoglimi nei tuoi pensieri

Oggi più di ieri

specchiati nel mio amore

Timido attende

che tu alzi una mano

per cercarlo tra la folla

Io son folle

nella voluta solitudine

Perché senza te

lo spazio si chiude

Morirò di gioia negata

il giorno che mi dimenticherai

Sentirò il tuo respiro

attaccato alla mia emozione.

ViolaNERApoetry

Immacolata Chessa

Anime continuiamo a sognare..


Arriveremo alla realtà col sorriso,

le speranze fanno parte di un castello

costruito giorno per giorno.

Mettiamoci sulla torre e guardiamo oltre gli orizzonti

lasciamo i confini che cingono le mura.

Abbattiamo con la fantasia il muro dell’orrore,

l’amore, è questo che manca

il mondo muore giorno per giorno..

E l’odio cresce,invece di seccare,

piantiamo il nostro albero

metterà robuste radici

e nidi di uccellini appagheranno le giornate amare.

 Il dolce del vivere tornerà

a farci viaggiare per condurci alla pace.

ViolaNERApoetry

Immacolata Chessa