Archivi categoria: Fluidi mentali

La soluzione.


Ti riconosco

dall’andatura del passo
quasi ovattato
e vorresti soprendermi
Mai troppo affrettato
giungendo sempre in tempo
Tu sei il destino
Ti attendo
con la porta aperta
e la chiave in mano
Percepirò la tua presenza
invisibile scrutarmi il viso
La tua mano sulla spalla
per confortarmi
O condurmi lontano…
Avvistando un viaggio
da percorrere sola
e in quell’istante ti rinchiuderò
fino al mio ritorno
E il tuo carattere volubile
sarà costretto ad attendermi
ad ascoltarmi una volta per tutte.
 
I_C
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Se fosse vero.

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Ho visto l’estate

e mi hai baciata

L’inverno ancora gelava

Il mio cuore sostando

con stalattiti appuntite

Correvi incontro a me

Sapevo d’esser sveglia

Stropicciandomi gli occhi

La tua figura la amo

Immersa nei tuoi sguardi

Pupille di lucido ardore

mischiano la pelle

emanando flussi ammalianti

Dormi

Io resto qui

abbracciata al tuo istante

accoglimi nei tuoi pensieri

Oggi più di ieri

specchiati nel mio amore

Timido attende

che tu alzi una mano

per cercarlo tra la folla

Io son folle

nella voluta solitudine

Perché senza te

lo spazio si chiude

Morirò di gioia negata

il giorno che mi dimenticherai

Sentirò il tuo respiro

attaccato alla mia emozione.

ViolaNERApoetry

Immacolata Chessa

Anime continuiamo a sognare..


Arriveremo alla realtà col sorriso,

le speranze fanno parte di un castello

costruito giorno per giorno.

Mettiamoci sulla torre e guardiamo oltre gli orizzonti

lasciamo i confini che cingono le mura.

Abbattiamo con la fantasia il muro dell’orrore,

l’amore, è questo che manca

il mondo muore giorno per giorno..

E l’odio cresce,invece di seccare,

piantiamo il nostro albero

metterà robuste radici

e nidi di uccellini appagheranno le giornate amare.

 Il dolce del vivere tornerà

a farci viaggiare per condurci alla pace.

ViolaNERApoetry

Immacolata Chessa

Siamo unici e uniti.

Cose che non dovrebbero esistere sono dette artefatti,
oggetti contaminati o irradiati dai veggenti, forse misteriose energie
che avvolgono le nostre esistenze, passaggi di colore delle aure.
Tutto è bene e tutto è male, si sceglie. Anche la sofferenza è un artefatto
e difficile sarà sconfiggere il suo potere in terra. Impregnati di magia cosmica,
di leggi invisibili che rendono luce al mistero, scopriamo quel velo
che copre un viso immerso nel nulla, questa energia negativa
che fa apparire la materia come unica sostanza che potrà saziare i nostri corpi.
Cosa sazierà la mente, la coscienza e l’IO sempre alla finestra?
Tutti conoscono quel quadro in cui siamo protagonisti e pittori,
eppure non vediamo l’ombra che viene proiettata dalla luce.
Ma, non sappiamo nemmeno respirare, come potremmo contemplare 
le infinite immagini e soluzioni che le nostre capacità potrebbero sovvertire,
la realtà come la concepiamo ora.
La coscienza contempla prima la tua esistenza, è in te che essa si esprime,
perché, chi è senza speranza sarà arido di idee. 
Lo spirito intelligente è in tutto, l’uomo sovrasta e possiede incessantemente
tutto ciò che si crea, ma nulla si distrugge, e questo spesso, non viene calcolato 
da chi prende e nulla restituisce, non calcolando i pericoli  del male.
Il peccato è stato creato ad arte per sottometterci, la colpa non vede la luce
è l’ombra prova la sua esistenza su questa realtà, e spesso di questa
non ne conosciamo la vera ragione. La purezza è uno stato mentale 
anche se tanta innocenza viene sporcata, nulla impedirà di brillare di luce interiore.
Tempo fa tutto questo era eresia, ma cos’è l’eresia? Se ti bruciano
per non farti parlare è ovvio che dici cose scomode, mica sprecano legna da ardere,
anche Giovanna D’Arco venne messa al rogo, ora è santa, perché?
Con questo concetto dovremmo proseguire e domandarci sempre: dove siamo?
Percepiamo solo la minima parte di questa realtà, e dimensioni parallele
altre realtà, vengono sentite solo dallo spirito che è intelligenza attiva,
dinamica coscienza. Questo è forse un mondo di eretici,
allora che facciamo l’accendiamo? Non è col fuoco spietato che cancelliamo 
ciò che non riusciamo ad accettare perché, impregnati da ideologie studiate per sottomettere la nostra parte divina. Sarebbe sconveniente se tutti potessero elevarsi
a livelli insperati dall’intera umanità. Ma qualcuno sa che nessuno potrà desiderare un Paradiso in cielo  se prima  non l’abbiamo immaginato sulla terra.
Abitiamo uno dei mondi dell’infinito universo, e non scorgiamo nemmeno i veri colori
dati dall’illusione ottica.
I_C 
ViolaNERApoetry

Notturno

Una strana giornata ,
si ho avuto l’impressione che il tempo
fosse più lento.
Quella sensazione di inquieta instabilità,
come se davvero le ore
avessero preso il tempo di andarsene
in giro, e lentamente osservarmi.
Il ticchettio non scandisce più
il battere delle giornate, e le nottate
hanno campanili registrati al suono del vespro
e campane stonate senza voce.
Nemmeno la notte è stata la stessa.
Il silenzio era spezzato da un allarme,
una sirena strapazzata dal vento,
lamentava il suo richiamo e solo
il sibilo leggero dell’aria si trasportava
tra gli alberi, impressi in un cielo grigio.
Tra riflessi tramontati tra colori acidi dello smog.
Tutto era in movimento, ero circondata,
tutto aveva vita, scricchiolava
il passaggio delle ore la sua storia antica.

ViolaNERApoetry 

Spazio tempo.

 
 

Sto illuminando uno spazio temporale
con una torcia, energia al limite
e poco tempo a disposizione.
Guardo le griglie
di questo viaggio interminabile,
cerco l’entrata alla milionesima porta
della mia salvezza. E’ spuntata
un’altra alba, entro nella sua spirale
calcolando l’atterraggio, il punto fisso
delle mie escursioni stellari.
Il tempo, in questi frangenti
mi concedo l’intercessione,cambiando
l’atmosfera e il cielo nel suo decorso,
m’intrufolo in una notte improvvisa,
come questa. L’odore delle cose è sempre lo stesso,
entrando nell’intimità  del tempo fermo
posso concedermi di vivere nelle sue dimensioni,
gli ultimi istanti di vita o di morte,
aliena scappo per non farmi raggiungere.
Un paradigma aggiunge mistero
all’enigma dell’esistenza mia.
Interminabili ripetizioni
per affermare la perfezione degli eventi voluti,
cedendo alla sconfitta dell’indomabile materia, viva
sconcerta cristalli fotonici,
cangiando come le aurore dello spazio.
 
 

Testa di chiodo.

 
 A volte persi
nei sogni
di chi vorrebbe sfuggire
all’operoso contributo
della ruota vitale,
gira su quel perno
che sembra scardinare
i suoi incastri, liberarsi,
librarsi finalmente,
orbitando sui ciottoli polverosi
e lasciare la terra per andare oltre…
La soluzione
ad una vita travagliata, perseguitata
dalle opposte circostanze,
a quella piatta esistenza,
che alcuni credono
di sopportare. Sorvolando
nubi e terre emerse
nei paradisiaci luoghi
dell’immaginazione. Finalmente
respirare a pieni polmoni,
come si diceva un tempo
in cui l’ossigeno
era composto solo da ossigeno…
Quietare l’agitazione del corpo,
i tremori dell’insicurezza,
facendoli galleggiare
sulla spuma di marea.
Arretra la solitudine d’un passo
e si lascia condurre,
torna bambina
a fidarsi del tuo istinto,
le percezioni
aumentano il loro potere, eccomi
sembrano sussurrare,
spingendoti come sonnambula
verso il mare..Onde argentate
fanno da incanto
al sibilo del vento che spira
buoni sentimenti tra un’inspirazione
e fuoriuscita del male interiore.
Sei pronta
ad accogliere tutti gli errori commessi,
ad ammettere d’aver sbagliato
e fai il primo passo, bussando al portone
che sembra donarti uno spiraglio.
Il mondo torna, e non ha dimenticato
i tuoi crimini, le tue colpe sono incise
sulle orme che hai appena lasciato.
Ti fidi ora? Vedi, non tutto si risolve
quando pensi d’esserti ritrovata,
potrai tutto e crederai
di superare ostacoli che crescono,
invece di diminuire la loro statura,
aumentano di numero.
Quella corsa a ostacoli
si fa agguerrita e ti vedi,
volare su quell’interminabile distesa di sbarre.
Allungando il salto
e lo slancio dimenticato
nelle gare fanciulle,
rincorrendo le speranze
superando le barriere.
Ti barcameni
con distaccata emozione ma,
il mondo rimane immutato
nei suoi riti e circostanze,
e attende di reinserirti
nel suo ingranaggio,
quell’epicentro di cui pensi di far parte.
Sei la milionesima testa di chiodo, fissata
da un martello che non smette
di batterti sul capo.
 

Come divenir, popolo di santi.. ( Lampedusa)

 

I secoli passano sulla memoria corta dei popoli,
sulle esistenze andate in cenere.

Uomini che son stati, han donato
il meglio dell’umana solerzia, sollecita coscienza
immersa nel mare della misericordia, dell’accoglienza
dell’altrui malasorte. E forse ancora si fan carico, immemori
penitenti, sostituendosi all’universale sacramento dell’umiltà.
Abbassando lo sguardo sulla terra, di fronte alla superbia
offrono una mano tesa. Questi poveri, immagine repulsa
ed incubo del ricco, esempio da non copiare, come monito
alla sua viziata prole. E col tono del giusto istitutore,
calando di poco l’elettrico finestrino, sentenzia:
” Non siate mai impudenti, sappiate spendere bene e al meglio, il vostro capitale”
Un raro oggetto prezioso da museo è l’uomo che per la sua bontà
vien ritenuto santo in terra, oggigiorno gesti e parole di pace popolare
le troviamo sminuzzate, in tante fratellanze e movimenti all’avanguardia
e gente ordinaria diviene straordinaria, avendo cara la sorte di tutti quanti.
Saranno la spola dei santi, e camminando sulle acque, raccoglieranno
la cattiveria dell’umanità, approdata nella nebbia e confusa tra i granelli di sabbia.
 
 
 

Il cielo è un mare…

 

Il cielo
è un mare , e sovrasta le nostre teste,
con onde bianche dei cirri e cavalloni tempestosi
dalle criniere violacee, immersi nei tramonti
sulla sella della notte. Il cielo blu velluto
e non un pozzo nero dove rinchiudere l’innocenza,
splende su di noi, il tetto delle nostre esistenze,
con correnti e mareggiate intrise di sabbia del deserto,
concime della vita terrena,alimento di foreste spettrali …
Guardiamo il cielo con più interesse, sediamoci alla finestra,
anche in quel piccolissimo angolo di spazio, che concede
la jungla dei palazzi, vedrete la vostra stella
che sosta per farsi bella ai vostri sguardi.
E quei bagliori improvvisi di astri lontani e forse spenti,
concedono fulgore come anime
che ancora devono terminare il loro viaggio,
sulla via della luce vivono inviandoci segnali,
rinfrancando bambini spersi nelle loro paure,
nelle notti insonni dove non arriva la pace dei sogni..
Mentre siamo allo specchio e vorremmo respirare l’aria tersa
dei suoi altipiani, camminiamo sulle sue soffici strade,
e il vuoto dell’aria ha una via tutta sua
e planando dall’alto del suo salto, scivoliamo senza paura.

La ballata della strega: l’angelo del focolare.

ancelle

Sono il bene scacciato dal demone
La femmina che per prima assaggiò il peccato
Mangiando la mela spargendone i semi

Sono la strega messa sulla brace
Senza l’eterno a maledirmi le spalle
L’odio lo lascio a chi non conosce amore

Ne sente il richiamo della verità
Non mi celo sotto mentite spoglie
E non mi cospargo la testa di cenere

Nessun peccato pesa più o meno dell’altro
Perchè tutti sono commessi con la ragione
Non ho bilance per soppesarne il giudizio

Porto con me una bisaccia e del pane da dividere
Brindo col vino festeggiando la vita e la morte
Sono ancella e serva della bellezza
Ascolto l’archetipo nell’orrendo dell’esistenza

Mi avvio verso sentieri oscuri
tornando dalla luce accecante
Sono la baccante e l’amante vorace
La fanciulla dalle gote rosa dell’innocenza

Partorisco la vittima e l’assassino
Sono uccisa dal figlio e dal padre
Sono la madre di tutte le donne.

I_C

19 novembre 2011