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Passaggi…

Un male interiore sovrasta
il mugolio del mare 
imbronciato dalla forza del vento. 
Ombre passano, lunghi corridoi,
passaggi sotterrati con il dolore,
risorgono è par vero che
l’anime si rialzino dal loro torpore..
Filano ultimi soffi di cenere
pulviscoli inondati dal sole,
affiorano onde emerse dallo scontro
dai movimenti di questo metafisico senso.
Dove andate spiriti introversi, curiosi
fanciulli dispersi. Siete
nell’impercettibile respiro
udirete il muto andare della notte. 


I_C

Immacolata Chessa

Sorridi anche se…

Non serve a nulla soffrire
mettersi la testa tra le mani
stanare i ricordi 
farli friggere nella mente.
Lasciare che le cose accadano
semplicemente
offrirsi al destino
all’accaduto che s’è rifranto
sull’onda del sentimento.
Far cadere il cristallo
vederlo scomporsi
senza ferirsi
senza tatuaggi sulla pelle.
Ammorbidendo il sorriso
lasciando entrare l’aria
tra i sensi arrotolati tra le lenzuola.
E se
lacrime inumidiscono lo sguardo
che sia il sole a renderle preziose
saranno luce sospinta dall’interno
sarà una corona offerta alla malinconia
sfregiando volti con la beffa del sorriso.

L’oscuro ritorna sull’onda del mare.

Radici attaccate alla terra fermano orme
Sommerse dalla sabbia informe

Inabissate in un Oceano di cieli grigi
Trasportate dal vento nuvole di cambiamento
Raggiungono l’albero sospeso sul dirupo
Ondeggia tra riflessi di fasci lucenti
Inviati da un faro morente
Investono le stagioni la corrente salina
Istanti immersi nell’onda del tempo
Cantici d’eterno ammaliamento giungono
là dove parole sono annegate
Il mare copre oramai ogni cosa.

Pubblicato da immacolata chessa il Gio, 01/09/2011 – 02:4

Le ombre-Sussurri 

Restano impresse 
su porte cigolanti
disegnate sui muri 
di case abbandonate
Finestre aperte
alla luce di candele fioche
Passi silenziosi scuotono
la nebbiosa calma
Al rintoccar del vespro
attendono l’aprirsi di un varco
Un camino acceso
spalanca le fauci della paura
Gelida fiamma senza calore
brucia le ore allungandole
Scampanellando
la chiamata di solitarie anime
Spiriti illusi dai lamenti di morenti gemiti
Trasudando da ferite di cera
cosparsa, si spostano leggeri
Fruscii d’un alito passaggio
plasmatosi sui vetri intirizziti
Anche la neve non cade per caso
su tetti scoperti
Copre letti disfatti
imbiancando l’orma nell’ultimo talamo.

Magico mare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sirena della pianura acquatica,
vola nel mare dei tuoi pensieri
la coda affiora come una visione
leggera nei gorghi del destino,
profuma di mare il futuro sommerso .
Dea, dai capelli intrisi di sale
afferra labbra atterrite, lacrime dolci
e selvaggia corrente, dove impera
la forza che affoga i terreni malanni.
Strega del mare, d’azzurro vestita
fissa l’orizzonte accostandolo al cuore.
Aspettala a riva, respira da branchie
di un corpo agitato, avrai un posto
al sicuro nel regno dei pesci.

La poesia questa sconosciuta.

 

In poesia è come essere su un pallone aerostatico,
alcuni vanno dove il vento porta, altri
sanno ascendere allo strato nebuloso, su nel tetto del cielo.

Spesso è difficile stare con i piedi sulla terra,
quelle radici marce non reggono il peso della testa, 
attaccate a corpi assenti, e menti prese dagli spermatozoi
nella nascita d’un poemetto.

Quelle striature di pazzia
nella genealogia delle origini, si attaccano alla pelle
come un neo, un cancro di quell’epidermide bruciata
dai raggi cosmici.

Ragnatele di energia
possono imprigionare mosche dal volto umano,
gridano aiuto ma nessuno le sente,
attaccate alla seta assassina rantolano come cani in amore.


Scapigliati, disordinati, i geni del pensiero sanno godere
e staccare la spina quando e come vogliono.
Vorrei saper dire che la merda fa fiorire sbocciando dal nulla
anche le anime sporche, i bestemmiatori per abitudine,
delatori delle convinzioni, le cambiano spesso come i pantaloni.


Stendete i vostri indumenti all’aria, fate assorbire a quelle trame
il calore della vita, e non passeggiate in bui acquitrini
dove scorre e passa oltre, acqua stagna.


La porta dello scempio poetico sbatte con violenza
in faccia ai nuovi filosofi, pane al pane e occhio per occhio.
Avrei un dente da regalare,

per mordere gli spigoli di quelle pagine,

unte dal peccato di gola di certe poetesse
che ingoiano sensi di vomito.

Maschi sempre con la cintola slacciata

s’offrono per non essere l’oggetto d’un desiderio
che smonta a mezzanotte,
dietro le tende di finestre sempre spalancate.


Il vento porta e trasporta, correndo senza meta
per le vie dell’aria cedendo il passo alle correnti,
che giungono da spiragli aperti negli angoli del mondo.
I_C

All’Amore con sentimento.

 

A Te

che sei passato

come il vento caldo

sul mio corpo

che ha scaldato la mente fredda

da pensieri agghiacciati dalla realtà

Tu che mi hai sorriso

mentre la malinconia

ingrossava la diga dei miei occhi

trattenendo la caduta

di lacrime amare

Grazie per avermi cercata

almeno due volte nella vita

ne sono risorta

e di nuovo ti attendo

Ho messo una candela

davanti ai vetri delle imposte

e dovrò tenerle aperte

per vedere il tuo arrivo

Starai viaggiando

e mi curerò di prepararti

un letto caldo

Lenzuola intrise del tuo profumo

di gocce di sudore

trasudate nella corsa

di due corpi affannati

I fiori sulla tavola

e due calici per brindare

aspettano Te da ore

senza pentimento

a Te che sei sentimento

chiamato Amore.

 

 

13 luglio 2011 ·

Non negate l’evidenza,nascondendo il male che vuole parlare.

 

Maledetto pensiero

passa oltre il muro celato

Batti il martello e dannami l’anima

Arriva nell’eco del mio tormento

Fallo tornare come corvo che perde l’ali

le raccoglierò facendone collo pè il mio cappotto

Sarò nera e lucente e gracchierò

Senza denti e senza bellezza volerò

Male- detta da voi che non sapete

Digrignate i denti stridendo

parole astruse e coinvolgenti

prendete a palate la felicità

Invadenti dell’esistenza

passate sulle sofferenze di carboni ardenti

vivendola scartando la caramella

di uno sconosciuto ammaliatore

Non saprete dall’occhio che vede

la sofferenza vivida che striscia serpeggiando

Nascondete la rabbia allargandola

nella vostra bocca ingoiando bocconi amari

Fate sfoggio sulla giacca di medaglie

del male che v’attanaglia silenzioso

abbiate cura di esporlo nella vostra vetrina

Ditevi ogni giorno:

Bastardi vi odio ,non vi voglio!

Il domani è incerto e di certo la felicità

non abita più qua, da un’eterno.

Immacolata Chessa

Dispersioni.

Siamo legati anima e corpo agli umori del tempo,
alle veloci nuvole passeggere
passando al sole già caldo,
negli interstizi delle reminiscenze della pioggia .
Boati di luce
affondano il tuono nelle sensazioni in attesa..
Quanto
dovrò attendere, prima che la tempesta perfetta
sconquassi il mio spazio…
Fragori d’un luogo anelato, scattano
sopra un cielo immenso ed oscuro a volte,
altre esonda dalle sue rive, straripando nei miei occhi.
Accecati dalla troppa luce, eppure la cerco
come il cieco appoggio la mano,
afferrando la sua ancora di salvezza.
Mistero è l’essere interiore, invia messaggi
difficili da decifrare, facili da realizzare nella pratica,
ma di tutto vogliamo analizzare i pro e i contro,
e nel frattempo perdiamo tempo..
Sono brava a perdere, quelle gocce preziose
che profumano la vita di coincidenze,
di ritorni, di occasioni perse…
Cogli l’attimo, dovrebbe essere facile riconoscerlo
e trattenerlo con tutte le forze, non pronunciando
quella parola sbagliata, messa in bocca
chissà da quale negativo pensiero,
da un’empatia nemica dei veri desideri.
Falsando i momenti vissuti
con gesti usciti da una mente,
lasciata a deperire per il troppo nutrimento
svogliatamente affamata, ora celebra il suo cannibale rito..
Mangia mai sazia, dalle ciotole
delle mie dispersioni temporali,
esco ed entro nella mia dimensione, mia..
Quale sciocchezza vado spargendo,
come sale sull’erba cattiva vorrei sterminare
questo campo avvelenato, dai fattori esterni..
Nulla mi appartiene e non so nemmeno
cosa sia una dimensione, tutto spiegato dalla logica,
e la coscienza pronta ad accogliere la sua chiave,
che la libererà dai miei interminabili dubbi.


I_C
20 marzo 2013 05:03