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Le ombre-Sussurri 

Restano impresse 
su porte cigolanti
disegnate sui muri 
di case abbandonate
Finestre aperte
alla luce di candele fioche
Passi silenziosi scuotono
la nebbiosa calma
Al rintoccar del vespro
attendono l’aprirsi di un varco
Un camino acceso
spalanca le fauci della paura
Gelida fiamma senza calore
brucia le ore allungandole
Scampanellando
la chiamata di solitarie anime
Spiriti illusi dai lamenti di morenti gemiti
Trasudando da ferite di cera
cosparsa, si spostano leggeri
Fruscii d’un alito passaggio
plasmatosi sui vetri intirizziti
Anche la neve non cade per caso
su tetti scoperti
Copre letti disfatti
imbiancando l’orma nell’ultimo talamo.

Eccesso d’oblio.Fresco cimiteriale.


Oh, se il cuor

Ora potesse

Scorgere lo squarcio aperto
Nel petto spinoso
L’udire della follia nell’amor perduto
Facesti di me cenere
Ed io non son risorta ancora
Lapidarie frasi gemono
In gelido marmo
Dal pianto cimiteriale
Sgorgano lamenti di sale
Sfumando l’ore sospirate
In nebbia ancorata alla terra
Fluttuano spiriti d’epoca infinita
Son io il plasma che fu vita.

23 settembre 2011

Magico mare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sirena della pianura acquatica,
vola nel mare dei tuoi pensieri
la coda affiora come una visione
leggera nei gorghi del destino,
profuma di mare il futuro sommerso .
Dea, dai capelli intrisi di sale
afferra labbra atterrite, lacrime dolci
e selvaggia corrente, dove impera
la forza che affoga i terreni malanni.
Strega del mare, d’azzurro vestita
fissa l’orizzonte accostandolo al cuore.
Aspettala a riva, respira da branchie
di un corpo agitato, avrai un posto
al sicuro nel regno dei pesci.

La poesia questa sconosciuta.

 

In poesia è come essere su un pallone aerostatico,
alcuni vanno dove il vento porta, altri
sanno ascendere allo strato nebuloso, su nel tetto del cielo.

Spesso è difficile stare con i piedi sulla terra,
quelle radici marce non reggono il peso della testa, 
attaccate a corpi assenti, e menti prese dagli spermatozoi
nella nascita d’un poemetto.

Quelle striature di pazzia
nella genealogia delle origini, si attaccano alla pelle
come un neo, un cancro di quell’epidermide bruciata
dai raggi cosmici.

Ragnatele di energia
possono imprigionare mosche dal volto umano,
gridano aiuto ma nessuno le sente,
attaccate alla seta assassina rantolano come cani in amore.


Scapigliati, disordinati, i geni del pensiero sanno godere
e staccare la spina quando e come vogliono.
Vorrei saper dire che la merda fa fiorire sbocciando dal nulla
anche le anime sporche, i bestemmiatori per abitudine,
delatori delle convinzioni, le cambiano spesso come i pantaloni.


Stendete i vostri indumenti all’aria, fate assorbire a quelle trame
il calore della vita, e non passeggiate in bui acquitrini
dove scorre e passa oltre, acqua stagna.


La porta dello scempio poetico sbatte con violenza
in faccia ai nuovi filosofi, pane al pane e occhio per occhio.
Avrei un dente da regalare,

per mordere gli spigoli di quelle pagine,

unte dal peccato di gola di certe poetesse
che ingoiano sensi di vomito.

Maschi sempre con la cintola slacciata

s’offrono per non essere l’oggetto d’un desiderio
che smonta a mezzanotte,
dietro le tende di finestre sempre spalancate.


Il vento porta e trasporta, correndo senza meta
per le vie dell’aria cedendo il passo alle correnti,
che giungono da spiragli aperti negli angoli del mondo.
I_C

Lullaby- Resurrezione o rinascita dei non morti..


La differenza ,non so quale sia, ma tornano

e annusano il nostro calore e fiammella del sentiero

conduce oltre i confini del vero..
I quesiti sull’esistenza della non morte,sono all’origine delle radicate credenze nell’ultraterreno, unita al timore dell’ignoto,  aumentando il desiderio
di credere per essere protetti dai malefici del destino avverso,
da spiriti spauriti, che non trovano il tunnel di luce.
I morti tornerebbero svegliati dalla fame, cannibali del mito, 
del ritorno dell’occulto,vagando nella stasi malinconica.
La sete di sangue profumato, dalla vita che risorge nella carne,
si rigirano nei talami senza amore.

Inutili ai vivi, avidi e freddi, attirati dal nostro calore, nutrendosi della nostra essenza vitale, rivivendo in un’altra dimensione, in un epica sorte.
Gli spiriti vaganti tormentano la mente, visioni di paure mai sopite,
nel ricordo, che fu della vita, scorrono rifangendosi in forma tridimensionale.
Rumori dall’orario d’abituale rito al risveglio,
nella compostezza di una vita immaginata,
anche i non morti sono alla ricerca dell’illusione.

Cercando le sensazioni che son divenute mute, assaporando dalle nostre labbra quel che hanno perso.
L’anima trasmigra e la coscienza resta
I non viventi si distinguono dai vivi, una sottile ma fondamentale differenza
è l’anima, che risiede negli esseri animati dalla linfa vitale,
che scorre con l’amore, producendo energia cosmica e positiva.
L’unica energia che produce un morto è l’autocombustione ,
poi compressa in un cubetto di carbone. 

L’anima, essere individuale, potrebbe avere un suo destino?
Immaginiamo un paradiso e anime eteree vivere
in armonica contemplazione del divino,ma se non fosse così?
Immaginiamo l’energia cosmica che ci attrae,
l’anima vive nell’indipendenza dell’imprescindibile, nel mistero dell’eterno.

Il destino dell’anima è l’eterno, nella sua rivelazione, chiama a se per donare altre esistenze. Immortale tocco vitale, sensibile al razionale, perla dell’intelletto armonioso.Si scinde la coscienza dall’anima, all’arrivo di sorella compassionevole, l’anima lotta per uscire dal guscio vuoto, congiungendosi di nuovo, solo dopo aver scalato alture della purezza.
Immateriale della mente insondabile, impalpabile intellettuale, si muove animandosi e rivelandosi in vitale esistenza, nella ruota dell’eterno coglie l’istante di passaggio,

di una eterea cicogna. Visitano l’aria spandendosi come semi

dispersi dal vento, fiorendo su terre incolte

nelle sere stellate li vedi in compagnia delle stelle

ed a ognuna di loro potremmo dare un nome.

Immacolata Chessa

Senza pungiglione. L’Ape.

 

Sono come un’ape

che sosta su ogni fiore
Traendone sostegno e miele per la vita
Un fiore solo avrebbe il profumo
che sempre
mi guiderebbe ad esso,nutrendomi
Giorno dopo giorno del suo nettare
Vorrei fermarmi sulla corolla invitante
scaldata dai raggi mattutini
nell’abbaglio dell’alba
Essere certa che il mio volo avrà anche un ritorno
Le persone sono complicate
Ancorate alle loro paure
Inchiodate al muro dei timori
Visi lisi sulla facciata,mentono,
nascondendosi sotto dubbie ragioni
L’unico modo per assaporare il miele
è attendere l’ape che li trasporti
ai dolci sapori lasciati alle spalle
Appassendo come i fiori, le lasciano sole
Incessantemente costrette a vederli sfiorire
Girovaghe ronzanti su giardini fioriti
di una breve stagione.
 
 

All’Amore con sentimento.

 

A Te

che sei passato

come il vento caldo

sul mio corpo

che ha scaldato la mente fredda

da pensieri agghiacciati dalla realtà

Tu che mi hai sorriso

mentre la malinconia

ingrossava la diga dei miei occhi

trattenendo la caduta

di lacrime amare

Grazie per avermi cercata

almeno due volte nella vita

ne sono risorta

e di nuovo ti attendo

Ho messo una candela

davanti ai vetri delle imposte

e dovrò tenerle aperte

per vedere il tuo arrivo

Starai viaggiando

e mi curerò di prepararti

un letto caldo

Lenzuola intrise del tuo profumo

di gocce di sudore

trasudate nella corsa

di due corpi affannati

I fiori sulla tavola

e due calici per brindare

aspettano Te da ore

senza pentimento

a Te che sei sentimento

chiamato Amore.

 

 

13 luglio 2011 ·

Non negate l’evidenza,nascondendo il male che vuole parlare.

 

Maledetto pensiero

passa oltre il muro celato

Batti il martello e dannami l’anima

Arriva nell’eco del mio tormento

Fallo tornare come corvo che perde l’ali

le raccoglierò facendone collo pè il mio cappotto

Sarò nera e lucente e gracchierò

Senza denti e senza bellezza volerò

Male- detta da voi che non sapete

Digrignate i denti stridendo

parole astruse e coinvolgenti

prendete a palate la felicità

Invadenti dell’esistenza

passate sulle sofferenze di carboni ardenti

vivendola scartando la caramella

di uno sconosciuto ammaliatore

Non saprete dall’occhio che vede

la sofferenza vivida che striscia serpeggiando

Nascondete la rabbia allargandola

nella vostra bocca ingoiando bocconi amari

Fate sfoggio sulla giacca di medaglie

del male che v’attanaglia silenzioso

abbiate cura di esporlo nella vostra vetrina

Ditevi ogni giorno:

Bastardi vi odio ,non vi voglio!

Il domani è incerto e di certo la felicità

non abita più qua, da un’eterno.

Immacolata Chessa

Ed ora via al sabba!

Ed ora via al sabba!
E così, le Lammie, o dal latino Lamie, dall’ebraico presero come corrispondente Lilith, come entità notturna, un demone femminile raccontato anche nella storia del Il Mago. Lilith, è il simbolo della Luna Nera, della faccia nascosta umana, delle più profonde e istintive pulsazioni, rappresentando le streghe, viste solo come demoni che succhiavano ossigeno, e non per quel che realmente erano: Donne emancipate, sapienti, distorcendone la vera natura dagli ecclesiastici, che nelle loro nefaste visioni le vedevano cavalcare un capro, ma questi erano, simboli di una diversa cultura e credo. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, e dal 590 D.C si iniziò a parlare di streghe, condannandole a storia proibita, ignorando il fenomeno nel suo vero contesto, fatto di seguaci dediti alla magia naturale, guarigioni e pratiche di derivazione sciamanica.. Invece, contro di loro, questa sapienza,venne innalzata a simbolo di rivolta, esercitando un potere difficilmente controllabile, nelle piccole e numerose comunità rurali. Nell’aiuto che non fosse solo propriamente divino, ma con l’intervento di donne che non hanno in maggioranza, confessato alcuna colpa, ne trasmesso la loro sapienza a chi non la meritasse, bruciando con i loro segreti.Gli amuleti creati con l’erboristeria scaccerebbero spiriti malvagi, la loro tecnica di ” immaginazione ” era usata nella dilatazione del tempo, unendo le sensazioni al sapere, accettato inizialmente anche dalle classi sociali più colte, all’inizio del Medioevo e nella terapeutica popolare, le streghe facevano da ponte tra divino e metafisico, materiale e astrale, tra scienza antica e magia. La moderna erboristeria è il frutto della vittoria sulla miseria umana, il contatto con l’invisibile forza creatrice.

Immacolata_Chessa

Nuova letteratura italiana aperta a tutti gli appassionati che vogliono cimentarsi nell'esperienza della scrittura… Il cuore continuerà a farsi sentire, anche se dibatterai il petto, lui palpiterà.