Archivi categoria: Roba da streghe

Requiem,per i sogni.

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Dell’umano cadere sono le luci del firmamento

non vedono l’orrendo che urla arrivando

Fuggono la realtà nascondendosi nelle illusioni

respirano  marcio ossigeno

battono la verità con lo scudiscio

non odono i lamenti dei fratelli

esseri miseri voi che pietà non avete

La marea copre il peccato

L’egoismo ha varcato

oramai l’ultima soglia

del suo manto ispido si spoglia

L’uomo ora accoglie

della pace ha voglia

Fuggi demone dell’assurdo

accompagnati oggi nella fogna dello spurgo

Sputo sulla tua insaziabile bocca

Annega nel vortice degli insorti

pochi galleggeranno

Saranno d’ulivo i rami appesi

a loro che coglieranno 

frutti ancora attesi.

ViolaNERApoetry

Immacolata Chessa

Siamo unici e uniti.

Cose che non dovrebbero esistere sono dette artefatti,
oggetti contaminati o irradiati dai veggenti, forse misteriose energie
che avvolgono le nostre esistenze, passaggi di colore delle aure.
Tutto è bene e tutto è male, si sceglie. Anche la sofferenza è un artefatto
e difficile sarà sconfiggere il suo potere in terra. Impregnati di magia cosmica,
di leggi invisibili che rendono luce al mistero, scopriamo quel velo
che copre un viso immerso nel nulla, questa energia negativa
che fa apparire la materia come unica sostanza che potrà saziare i nostri corpi.
Cosa sazierà la mente, la coscienza e l’IO sempre alla finestra?
Tutti conoscono quel quadro in cui siamo protagonisti e pittori,
eppure non vediamo l’ombra che viene proiettata dalla luce.
Ma, non sappiamo nemmeno respirare, come potremmo contemplare 
le infinite immagini e soluzioni che le nostre capacità potrebbero sovvertire,
la realtà come la concepiamo ora.
La coscienza contempla prima la tua esistenza, è in te che essa si esprime,
perché, chi è senza speranza sarà arido di idee. 
Lo spirito intelligente è in tutto, l’uomo sovrasta e possiede incessantemente
tutto ciò che si crea, ma nulla si distrugge, e questo spesso, non viene calcolato 
da chi prende e nulla restituisce, non calcolando i pericoli  del male.
Il peccato è stato creato ad arte per sottometterci, la colpa non vede la luce
è l’ombra prova la sua esistenza su questa realtà, e spesso di questa
non ne conosciamo la vera ragione. La purezza è uno stato mentale 
anche se tanta innocenza viene sporcata, nulla impedirà di brillare di luce interiore.
Tempo fa tutto questo era eresia, ma cos’è l’eresia? Se ti bruciano
per non farti parlare è ovvio che dici cose scomode, mica sprecano legna da ardere,
anche Giovanna D’Arco venne messa al rogo, ora è santa, perché?
Con questo concetto dovremmo proseguire e domandarci sempre: dove siamo?
Percepiamo solo la minima parte di questa realtà, e dimensioni parallele
altre realtà, vengono sentite solo dallo spirito che è intelligenza attiva,
dinamica coscienza. Questo è forse un mondo di eretici,
allora che facciamo l’accendiamo? Non è col fuoco spietato che cancelliamo 
ciò che non riusciamo ad accettare perché, impregnati da ideologie studiate per sottomettere la nostra parte divina. Sarebbe sconveniente se tutti potessero elevarsi
a livelli insperati dall’intera umanità. Ma qualcuno sa che nessuno potrà desiderare un Paradiso in cielo  se prima  non l’abbiamo immaginato sulla terra.
Abitiamo uno dei mondi dell’infinito universo, e non scorgiamo nemmeno i veri colori
dati dall’illusione ottica.
I_C 
ViolaNERApoetry

Scoprimi.

  
Trattami come una cosa tua e scapperò,
e sentirò stringere il laccio
che mi hai legato ai polsi.
Offrimi rose per essere libera
tra i profumi della vita,
e resterò sempre a te legata
tra rovi acuminati.
Vestimi con i veli del mistero
 e scoprirai
quante sono le infinite possibilità
di denudare la mia timidezza.
Coprimi
nelle sere di vento con la tua pelle,
non avrò freddo, quando i sentimenti
cercheranno un varco nel cuore
pietrificato dall’indifferenza.
Amerò
due uomini, due possibilità
di felice connubio tra mente e percezione,
sarai l’uno e l’altro,
e tra un giorno e una notte
divisa tra due cuscini sarò
al centro di quel letto disfatto,
accomunando un solo senso di solitudine.

La ballata della strega: l’angelo del focolare.

ancelle

Sono il bene scacciato dal demone
La femmina che per prima assaggiò il peccato
Mangiando la mela spargendone i semi

Sono la strega messa sulla brace
Senza l’eterno a maledirmi le spalle
L’odio lo lascio a chi non conosce amore

Ne sente il richiamo della verità
Non mi celo sotto mentite spoglie
E non mi cospargo la testa di cenere

Nessun peccato pesa più o meno dell’altro
Perchè tutti sono commessi con la ragione
Non ho bilance per soppesarne il giudizio

Porto con me una bisaccia e del pane da dividere
Brindo col vino festeggiando la vita e la morte
Sono ancella e serva della bellezza
Ascolto l’archetipo nell’orrendo dell’esistenza

Mi avvio verso sentieri oscuri
tornando dalla luce accecante
Sono la baccante e l’amante vorace
La fanciulla dalle gote rosa dell’innocenza

Partorisco la vittima e l’assassino
Sono uccisa dal figlio e dal padre
Sono la madre di tutte le donne.

I_C

19 novembre 2011

Ipnotica ubiquità

 

AVATAR

Trance…

Viola seta e leggere atmosfere
inchiostri purpurei e sogni veri
alternanze si susseguono
ed è meraviglia per lo spirito
la scoperta di un essere
sempre diverso mai uguale
all’altro giorno passato lontano
e nei suoi luoghi entro umilmente
pian piano senza far rumore
cercando di non smuovere l’aria
che sento avvolgermi dormendo
alimenta la via mutevole dei venti
da cui posso raggiungerti
atterrare nell’etereo tuo sonno
ove tutte le strade puoi inforcare
percorrendo sul filo della mente
l’accesso alla porta
che apre a tutti i desideri.
Materiale sostanza è il desiderio
staccare vorrei dalla terra la sua spina
di questo elettrico mistero
che assale assorbendo il respiro
giungendo lentamente fino al midollo
e libera sarò solo quando
la caviglia non sarà affrancata
da catene e si spezzerà d’incanto
il vuoto bulimico dell’attesa del possesso
come la fame incolmabile della belva.

ViolaNERApoetry

I_C

Vento

 

 vento

 

Nel vento si muovono eterne

le onde del nord che gelano l’alito

Nel vento odo le voci dell’eco umano

il soffio che illumina notti d’inferno

dove brucia l’inumanità

Nel vento corrono strade che circondano la terra

Sulle sue ali correva l’uomo in direzione del sole

Polvere di stelle nel vento siderale

vita che si posa sul pistillo

in attesa dello sbocciare

Il vento gioca con le nuvole

con forme di morbida bellezza

di purpurea mistica ispirazione

nell’alba del tramonto

Scorgo il movimento

del ramo generoso di foglie che

d’autunno vestono la prima malinconia

portate in festa ballando sul vento

Tra i capelli sulla cresta dell’onda

afferrando la vela nel sorriso

la trasporta dritta nel porto

Dirada la nebbia attaccata alla terra

con vapori caldi del freddo inverno

annusando l’odore dell’erba di brina

sciolta nel vento caldo del sole che nasce

Aria nel vento

mio elemento naturale.

 

 

 

 

 

 

 

Vivi i desideri, quelli veri

 draga

Ali di pipistrello
Soffiano vento sulla pelle
Coda di drago
Come l’unicorno
ti trasporto nella favola
Vampiro e fata notturna
Scegli tu cosa ti turba
ho mani che afferrano
tagliandoti le vene
Bevo il sangue e il vino
dalla stessa coppa senza veleno
Son l’essere che spaventa
Ammaliando con lo sguardo
Nei sogni ti tormenta
Esisto sulle pagine nere e lucenti
delle fiabe e folletti sfuggenti
Segui il sentiero della fantasia
Sfoglia la mia pagina
Invoca il mio nome davanti allo specchio
Tre volte e sarai attratto dall’irreale
Tra le righe dei tuoi desideri
Vivi una sola volta quelli veri
Il capitolo della magia scritto per te
Abra cadabra e il gioco via ti porterà
Assorbo la tua energia
Siediti sul trono vellutato
e dolce sara’ il sogno che mai si sveglierà.

ViolaNERApoetry

Immacolata Chessa

La serva delle illusioni

luna gatto
Allunga la notte l’artiglio
calano ombre sul lucido vissuto
Imbrunisce nella coltre
anche il bianco giglio
Prende l’oscuro il vicolo cieco
e dentro mi sento il libero volo
Il non veder e camminar a tastoni
M’inoltra ancor di più nel correrele incontro
Oh, musa del mio vivere rallenta le stelle
Ingrandisci la luna e posala sulla mia pelle
Paura non ho del tuo splendore
che solo pupille di pece possono vedere
Della brina serale imperlo il mio umore
Sorrisi invisibili su ombre del sole
Il passo avanza e nell’incursione
di nubi sospese nel cielo che osserva
l’orrore nascosto dalla generosa nostra serva.

ViolaNerapoetry

Visioni – Vapori sotterranei nel ventre della terra

vestali

Scivola sulla pelle di vita vissuta

Lenta fredda l’estremo della sopportazione

Cadenza in gocce in un’eco di grotta

Stillicidio dei pensieri di silicio

Avanzo in umide sale del tempo

Anfratti nascosti velati da ragnatele

Si attaccano alle mani e soffocano il riso

Sulle mani bava di ragno setosa e avvolgente

Visioni in fumi di evanescenti vapori

Sotteranei passaggi si liberano

dagli spacchi di roccia antica e salina

Salendo scorgendo un raggio che scandisce le ore

Verdeggiante spazio inghiottito nel ventre della terra

Prigioniera e libera nelle urla di dolore

che nessuno potrà mai udire

Isola nella terra un sole nascosto nel suo nucleo

Nutre un popolo che vive nell’ombra

Lontano dalle terrene sofferenze prepara la zolla

per la falce che ara la nuova mietitura

L’occhio eterno sull’umanità dagli spifferi di zolfo

Son caduti o atterrati nella scelta o nell’errore

di appartenere anche loro a questa nave dello spazio

Senza meccanici strumenti vaga nell’universo

Saremo alla fine fratelli di sangue

Scivolerà sulla pelle di vita vissuta

affogando nel rosso bagliore di un mondo in fiamme.

 

Sirene

herbert james draper alcione_1915

Seguendo il sole e il suo cammino
guardalo poggiarsi all’orizzonte e brillare
quando esplode la sua fiamma
calandosi nel mare dove tutto avviene.
Il confine dorato parrà di saltare
aleggiando come una nuvola
trasportata dalla quiete e scossa
dalla tempesta e marea fusa con la sabbia.
Scorgi al largo gli esseri dell’onda
silfidi e ondine sembrano affiorare
cavalcando sbuffi di salini vapori
sotto le correnti avvolgendo chi
crede d’essere senza speranza.
Cantano intonando gloria e amore
la melodia della malia, affogata nel tempo,
avvicinando cielo e mare, in simbiosi
morte e vita, terra e sale, spirito e carne.
Continenti sommersi e anime sullo sfondo
compaiono nell’estremo atto di salvezza
e nessuno sarà testimone, ne vita ne morte
avranno un trono nel regno emerso dal sogno.
I_C