Pensieri tascabili.

 

Capita di perdersi nei sentimenti,
e a chi ti prende il cuore doni amore, e invece loro,
non sanno cosa farsene. La vita spesso è complicata
e piangiamo, sorridiamo poco, e questo è male.
E’ vero, non è facile elargire gocce di gioia,
ma come i frutti miracolosi sono difficili da distillare,
e quando riesci a concederne un’altra al mondo,
non so perché, ci sentiamo meglio.
La consapevolezza dell’amore è nel disinteresse
di quel che doniamo, tutto ciò che viene dato
per il bene dell’altro è un’altra goccia che alimenterà
il nostro mare. Quella materia fluida sospesa
e compattata nello spazio, che illumina questo mondo
come fosse ancora puro e pulito. L’azzurro globo
nell’immenso e pochi altri ne conosciamo,
anzi, forse è vero, nessuno ha la bellezza
a portata di mano, a noi concessa.
Passando da territori brulli o desertici,
a verdi vallate e boschi incantati, fiumi, laghi…
Perché la chiamo Madre Terra?

Perché siamo nel suo liquido amniotico placentare
detto mare, dove le nuvole portatrici di vita,
ci legano all’aria e all’acqua.
Le sue immense cavità che sconquassiamo con le trivelle,
sono conduttori di aria che doneranno ossigeno
e vitalità alla sua linfa. Territori che sembrano inutili,
come le paludi, sono centri di rigenerazione dei territori,
l’acqua che avveleniamo, scende formando una misteriosa chimica nella formazione dei minerali , e che un giorno, potrebbero danneggiare il futuro dei figli.

Dove sono i nostri sogni?
Forse sono ancorati a quelle navi che varcarono
le soglie del mondo antico, viaggiando verso il nuovo.
Ma ahimè, anch’esso compromesso dalle passioni umane,
benefiche e malefiche, non fa differenza, siamo noi
i promulgatori delle azioni che concederanno vita
o morte ai sentimenti, all’amore che dovremmo avere
per ogni cosa, anche un oggetto ha in se un dono,
altri li gettiamo anche se, hanno fatto il loro lavoro
per cui sono stati progettati. Usandoli, ma
noi abbiamo l’intelligenza e possiamo non farci usare,
ripulendo la nostra terra, mente, corpo e spirito,
legati allo spazio fluido della creazione.
I_C

 

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