Maya & Aliens: l’Astronauta di Palenque mi parla!

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L’Astronauta di Palenque e il velo Maya… disegnando cerchi nel grano

Astronauta-di-Palenque

Steli piegati. Scaldati da un’energia a microonde, non quella di casa, per chi volesse saperne di più. Pittogrammi comparsi sulla terra, già agli inizi degli anni ‘80. Fasci di luce che giungono improvvisi dal nulla, disegnano formazioni allineate (fino ad arrivare anche a centinaia di metri di lunghezza e circonferenza). Cursori luminosi, creano opere d’arte, ma non solo. Chi sa davvero “vedere” ha riconosciuto in questi disegni gli indizi per approntarsi a fare il “salto evolutivo”.

Osservando i pittogrammi, scopriamo che molti sono simboli e lasciti già conosciuti dal nostro passato (remoto). Tra gli elementi più rilevanti di queste ataviche tradizioni ci sono il calendario dei Maya e un’eclissi parziale di sole, che coprirà parte del nostro pianeta. Mi soffermo ad osservare, tra le scartoffie, l’incisione

dell’Astronauta di Palenque.

È notte fonda e la stanchezza e il sonno quasi mi catturano, quando d’improvviso quell’immagine si materializza e mi parla.

«Finalmente mi hai visto!». Io, nell’incredulità totale: «Dici a me?». Eppure, credetemi, non avevo nemmeno bevuto il mio sorso di rum. L’Astronauta: «Non ricordi chi sono? Eppure voi terrestri dovreste rammentare il giorno e l’epoca in cui sono giunto». Io, attonita e preoccupata per il mio stato mentale: «Giuro che non ti conosco. Ho sentito parlare di te, ma sempre senza capirci nulla». Lui: «Siete ciechi o altro? Non scorgete quante tracce e messaggi vi abbiamo lasciato? Oltre dodicimila anni fa, sono atterrato sulla terra. Ho viaggiato nello spazio e nel tempo per giungere fino a voi. Ora è giunto il tempo in cui l’intera umanità si eleverà ad un livello superiore. Spirituale e tecnologico».

Meravigliata, cercavo di trovare quesiti da proporgli,

cercando di non far trasparire la mia grande ignoranza sui fatti che seguiranno. Ho sempre osservato i cerchi nel grano, cercavo di carpirne il concetto ermetico… la quadratura del cerchio (come in alto, così in basso). Lui: «Abbiamo disseminato migliaia di pittogrammi. Finalmente, qualcuno ha iniziato a decifrarli. Sono arrivati anche loro alla data fatidica del 2012. Un’eclissi parziale di sole avverrà con il passaggio di Venere davanti alla sfera incandescente. Con questo si concluderà Il Terzo Ciclo Astrale. L’attività del sole aumenterà. Tutto questo influenzerà la vita sul e del vostro pianeta. Un’anomalia modificherà la polarità solare». Io: «Aspetta. Non c’ho capito nulla, o quasi.. Se tu sei il portatore di conoscenza, trova una formula semplice, per farmi comprendere». Lui: «Eh, lo so che siete duri di comprendonio.

Quando vi conobbi eravate da poco usciti dall’età della pietra. Dopo il nostro intervento, parlando anche per il suo popolo, la vostra civiltà ha fatto un balzo incredibile. Siete progrediti uscendo dal buio dell’ignoranza. Hai presente gli Ziggurat. La Sfinge e poi le Piramidi? Come credi che siano affiorate le conoscenze della matematica avanzata e il sistema binario? Anche i Maya hanno ricevuto il dono di scoprire il nostro universo, sapendo della visita di Venere, prossima a venire, e sapendo distinguere la materia dall’energia. Il mondo, mia cara, è composto da energia. Studiati la quantistica, invece di vedere soap-opera in tv». Io: «Ok.. Tu sei un cervellone, ed io una piccola ignorante, ma non per questo ti permetto di offendermi. Non guardo le soap-opera. Anzi, non accendo quasi mai la tv, tranne per i notiziari..». Lui: «Ah ah… Buoni i vostri notiziari. Una rete di falsità. Vi bendano per bene gli occhi. Vi tengono incatenati ai vostri bisogni materiali. Vi hanno mai detto che potreste viaggiare con la mente? Ci sono vari livelli di realtà, di frequenza… e di coscienza». Io, muta e ora interessata a tutto quello che diceva, continuavo ad ascoltare.. Lui: «Questi livelli di realtà sono dei veri e propri mondi ed universi paralleli. Nei diversi stadi di frequenza, è possibile viaggiare, oltre e dentro lo spazio”. Io: «Mmm… Sapessi quante volte, illudendomi, ho sfiorato il viaggio astrale. Durava sempre troppo poco, e ripiombavo di botto nella realtà terrena». Lui: «Certo che cadi e ricadrai, se non abbandoni il corpo dalla materia. Trasmigrando, come fa l’anima. Raggiungendo anche l’immortalità, tanto da voi anelata». Io: «Ma allora, devo morire per raggiungere il vostro livello? Lo ammetto, tutte queste novità mi spaventano»… con il volto impallidito dalla paura. Lui, oramai steso dalle risate, ascoltava i miei dubbi. Mi rendevo conto dell’incertezza e dell’insicurezza nella quale mi avevano cresciuta, inculcando e tramandando l’ignoranza per millenni, da caste del potere… dominanti ancora ai nostri giorni. Ora qualcuno mi apriva la mente. Io: «Ad ogni modo, qualcuno in questo secolo, sta studiando i messaggi dei pittogrammi, anche quelli lasciati sulla piana di Nazca. Sono rivolti alla costellazione di Orione e vengono classificati come piste di atterraggio per veicoli alieni». Lui: «È vero. Devo ammettere che una parte di voi si sta impegnando seriamente. In questo caotico scenario i “civilizzatori astrali” sono riusciti a tramandarvi una cultura duratura, svelandovi, oltre alla scienza ed altro, la scrittura corsiva. Ma non vi è mai balenato per la mente, di chiedervi il perché di tanti segnali e avvistamenti alieni? Nel buco nero della vostra esistenza che vi circonda? Invisibile alla vista, di chi non vuol vedere. Davvero credevate di essere l’unica “Intelligenza” dell’Universo?». Io: «Allora tu sei il misterioso Antenato? Colui che ci ha dissetati alla fonte del sapere? Ora mi spiego le molteplici analogie tra le antiche civiltà». Mi sentivo già una scienziata, mi trattenni dal farglielo notare… per non essere di nuovo derisa da lui.

Lui: «I Maya, nostri primi discepoli, a differenza vostra, moderni scettici erano arrivati a credere nella “Rinascita Astrale»… Aggiunse poi con un tono biblico: «Io sono K’Inich Janab Pakal (Pacal). Sono stato l’ultimo re della nazione di Palenque». Si fermò e la sua voce si coprì di un “Velo” malinconico. In quell’attimo compresi chi fosse quell’entità. Un essere stellare, morto sulla terra, raggiungendo La Via Lattea… verso il Bianco Cammino. Tutte le teorie umane lo avevano imprigionato nel suo segreto, nella tomba di Palenque, nascosta a 18 metri di profondità sotto una lastra di 5 tonnellate, lui era in attesa d’esser ascoltato: Halac Unic -Vero Uomo. S’affrettava a giunger alle stelle, ritratto mentre tira leve e spinge bottoni nella sua capsula spaziale. Accompagnato dai cosiddetti cinque Glifo, che rappresentano: 1) L’Accesso al regno dei morti -dove ha inizio la rinascita 2) Il Dio della morte –livello dell’oltretomba 3) L’Albero della vita –la Strada Sacra che scorre da Occidente ad Oriente- una gigantesca croce 4) Il Serpente Vivente bicefalo -adorato come “Dragone Celeste”. Rappresenta la vita e la morte 5) Quetzal -Uccello sacro dei Maya- Odierno simbolo nazionale.

 Intanto, io sono in attesa delle rivelazioni del “Terzo Elemento”: teoria proposta originariamente nel passato da un gruppo di eminenti egittologi. Tutto iniziò dall’ “Enigma della Sfinge”… ma questo è un altro capitolo aggiunto alla storia della civiltà terrestre.

 5ottobre2011

Violanera

2 thoughts on “Maya & Aliens: l’Astronauta di Palenque mi parla!

  1. Dopo aver fatto molte ricerche nei giorni precedenti e aver ripreso libri che rigurdavano la storia e simboli dei maya. Si tratta della lastra tombale del Tempio delle Leggi o delle Iscrizioni di Palenque. (un vero enigma) Esso fa riferimento ad un’antica città Maya situata nella penisola dello Yucatan.Questo bassorilievo venne alla luce nel 1952, dall’archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier.
    Secondo le ricerche è stato fatto nel 690 d.C.
    Questo archeologo messicano durante gli scavi e restauro tra le rovine di Palenque,scese dentro la costruzione della piramide principale (edificata nel periodo di massimo splendore della civiltà Maya), fino alla base e scoprì questo bassorilievo o tomba che fu in seguito chiamata del «Vero Uomo» o dell’«Astronauta»
    Quello che ho capito è che quest’ immagine ha dall’inizio suscitato un enorme scalpore e curiosotà… rinforzando un intero genere che risponde al nome dell’ archeologia spaziale raffigura un antico maya che sembrerebbe proprio “pilotare” una navicella spaziale! Con tanto di fiamme che fuoriescono dal motore.
    Su questa pietra sepolcrale è scolpita l’immagine di un uomo seduto o meglio quasi coricato in avanti una posizione molto simile a quella degli astronauti di oggi. Osservando con curiosità dal naso dell’uomo fuoriescono piccoli tubi che si collegano al macchinario. Le mani dell’individuo stringono quelli che sembrano comandi o leve come noi oggi le intendiamo. L’involucro ha una impressionante somiglianza con l’interno di una navicella spaziale vista in sezione.
    Chi è allora questo enigmatico individuo che poi sembrava pilotare a tutti gli effetti un’astronave?
    Secondo gli archeologi e scienziati moderni dopo che si sono a lungo ammattiti per dare una spiegazione razionale di questa scoperta..sono giunti alla conclusione più semplice.. secondo la quale l’equivoco nasce dalla posizione in cui è stato ‘letto’ il bassorilievo che se viene letto in orizzontale “sembra” appunto un astronauta, se ‘letto’ invece in verticale, sarebbe spiegato come metafora di un sacerdote o un re raffigurato al momento della morte, durante il passaggio fra il mondo dei vivi e l’aldilà, stilizzato attraverso numerosi simboli che si ritrovano in altri bassorilievi dell’arte maya.
    Tuttavia riguardando quest’immagine con i suoi enigmi e simboli ci fa comprendere primo che non siamo mai stati soli nell’universo. Secondo che i nostri cari ‘vicini’ sono già venuti a visitarci un po’ di tempo fa.

    • A sentire tutti gli specialisti della storia, la stessa storia a noi sconosciuta dovrebbe essere fatta soltanto di equivoci, ma ormai anche la Nasa ha confermato l’esistenza degli alieni, leggi l’articolo con la faccetta da alieno .grazie la tua ricerca è davvero entusiasmante e credo che tu abbia compreso appieno il senso di questi lasciti.

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