HarborYsteria e la ricetta per volare…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le streghe, inizialmente additate per isteria, come tutte le donne in genere all’epoca, le tarantolate in trans medianico, in contatto con le forze cosmiche, nude assorbivano l’energia che dalla fonte raggiunge gli esseri umani e elementari, che respirano il siderale alito della creazione e della madre natura. Il punto fisso, l’immutabile inizio che vive d’eterno. Sciamane e conoscitrici alla buona di erbe medicinali, donne che aiutavano altre donne a non restare vittime gravide della violenza. E chissà, se per questo ed altro che di dinastia reale visse, tra le altre cose si cercava la fuggiasca Maddalena. E forse, tanti di quei roghi che sapevano di falso, incendiano il femmineo dono d’essere donna. E con le piante, usate da tempo immemorabile, sanavano tra l’altro, le femmine affette da occulta malattia detta Isteria. Le possedute, le tarantolate non bruciavano sul fuoco della passione umana, si concedevano alla terra assorbendone le sue immense potenzialità, carpite con un passo affondato nelle molecole di braccia sotterranee dette radici, e per ognuno che ne abbisognasse trovavano un rimedio naturale al male che ancora affligge l’intera umanità.

Perché il vivere la vita, la sua ricetta sta nella serenità.
Rafforzando i nostri rami, come l’albero che disegna la vita, dalle fronde rigogliose. Nella terra affonda e dal fusto respira l’aria, concedendosi alla magia che, dal sole creatore fa germogliare frutti miracolosi. Leggendo le istruzioni dell’antica scienza, che avverte di star lontani dalle controindicazioni, miscela infusi, decotti, tinture, per alleviare anche quelle malattie dello spirito avvilito. Versa nel recipiente e successivamente, fai ardere la fiamma, fai scaldare quella coppa che evapora nell’aria.
La donna, il gatto, la civetta, il corvo, il serpente, relegati dall’ignoranza che non conosce il vero senso della magia naturale, di quell’utile usanza di sperimentare le forze della natura, della ricerca di erbe ottimali, per sanare corpo mente e spirito. Eva, Iside, Ishtar, Venere, Diana, Artemide, non sono altro che la visione celestiale del femmineo sacro, dell’amore, della nascita, della pietà. Ogni componente elementare contribuisce all’elevazione spirituale , al viaggio cosmico di ogni essere impregnato d’aria, acqua, fuoco, figlio della madre terra. Streghe e gatti sono sempre stati alleati, forse sono stati i gatti a sceglierle, indipendenti e avidi di carezze e donatori di pace interiore, come tutti gli animali detti amici dell’uomo. Ma dall’antico medioevo, dall’orribile tribunale dell’inquisizione, che ancora esiste, la loro leggenda divenne funesta, entrambi streghe e gatti vennero ingiustamente perseguitati, dietro alla caccia alle streghe si nascondeva la paura del mistero, della donna sciamana, guaritrice, in un groviglio di superstizioni si cancellò la vera storia che esse avevano scritto con le loro azioni. Il gatto nero della strega, che morì anch’esso vittima della superstizione e ancora continua, era spesso, lo spirito del grano, nelle feste del fuoco del Nord Europa. Oppure in Francia veniva catturato e ornato con spighe e fiori. Tra balli ,canti e festeggiamenti , e se qualcuno si feriva durante la mietitura era la saliva del gatto a guarire le ferite, leccando la parte malata. Il gatto mammone era un contadino che falciava l’ultima mietitura e vestiva con giunchi di segale avvolti alle gambe, come atto propiziatorio. Spero che il tempo abbia reso merito alle vittime innocenti maltrattate e uccise. Sin qui ho parlato di gatti perché , legati alle streghe, alle sacerdotesse minoiche che usavano adornare la testa con un gatto nero accovacciato e una serpe tra le mani.Gatti neri per definire il manto scuro dell’universo, dove leggere le stelle.
In tutte le storie che trattano di streghe, ovvero, donne guaritrici, dal pentolone delle dicerie, ne fuoriesce un filtro, spesso in contrasto con la cristianità, con i principi sorpassati di una scienza cieca. Si evolveva in essa la figura della medichessa, la guaritrice, l’ostetrica, la detentrice d’un sapere antico, giunto fino a noi solo per l’intervento di Paracelso, che ne descrisse i benefici e i malefici, testimoniando con fonti storiche il grande valore delle sciamane, che usavano unguenti e filtri garantendo fertilità, contraccettivi naturali, la potenza sessuale, masticando cicuta o bevendo malva.. La ruta introdotta nell’apparato riproduttivo decretava la morte tramite aborto. E a tal proposito rammento che le donne fino al 1704, che morivano per questa pratica, non venivano sepolte in terra benedetta.
Quindi, le streghe non erano altro che donne con poteri anche divinatori, che aiutavano altre donne e solo l’accomunazione al dolore riesce nell’intento di guarire o intervenire sulle sorti di povere creature, altrimenti lasciate a morire per indifferenza o negligenza.
Le isteriche
le donne che non possedevano un’anima, erano capaci di raccogliere erbe sconosciute, dai poteri misteriosi. Miscelando i segreti giunti da un arcaico sapere, e la maggioranza non sapeva ne leggere e ne scrivere, differentemente dai pomposi medici dell’epoca, che non accettavano le loro misture, unendosi al coro dei racconti di pura fantasia, che decretarono le condanne a famose streghe, donne guaritrici. Come le storie che le volevano succhiatrici di sangue dei bambini, spesso avveniva che le medichesse, così mi piace chiamarle, succhiassero le giunture dei bambini malati, senza però far fuoriuscire sangue, così, si dice, risvegliandoli dal sonno della morte, il coma della coscienza.
Il sangue di piccoli animali, come i piccioni, veniva impiegato nelle malie d’amore, anche quello delle vergini, il mestruale, usato con l’inganno per l’innamoramento di un uomo. Attenzione maschi, ancor oggi sembra che questo rituale d’amore sia in uso. Ma,
tutte le ovvie spiegazioni non possono nulla o quasi, contro l’ignoranza che disdegna la vera conoscenza, e abbraccia così l’arma della maldicenza, onorando i fuochi malvagi
di un inquisizione che non ha mai smesso di interferire con i benefici naturali, apportati dalle antiche sorelle. Le streghe analfabete misero in evidenza l’uso terapeutico delle rose rosse, ad esempio, con impiastri passati sulla regione cardiaca, rose seccate e decotte nel vino e poi spremute, o da cospargere sulle scottature, in polvere come antibiotico, anche il miele è un antibiotico naturale.
La rosa gallica come tonico alimentare, collirio astringente, ulcere atniche, oftalmie ecc… E misteriosamente potevano acquisire la capacità di volare, si diceva all’epoca, in groppa a una scopa… Con unguenti spalmati sulla pelle, provocando sogni con la sensazione di volare, partecipando al sabba, con sostanze usate dai chirurghi come: Erba mora, papavero, il giunco, la mandragora, il castorino. Tutte atte a indurre un profondo sonno, e invece le streghe, le usavano anche come ” viaggio incorporeo” unendosi alle vibrazioni dell’acqua, nei mondi fatti di bolle galleggianti. Superando la parete mistica e misteriosa che separa da altre dimensioni, plasmando la realtà, quasi come se conoscessero la potenzialità degli atomi, incollati a noi dal magnetismo terrestre. Il calore del corpo umano era il conduttore, e veniva usato come agente per riuscire ad avvelenare una parte malata del corpo, o farlo morire, con misture e oli grassi, acqua, con l’unzione penetrando nelle carni. Buone, malvagie, streghe, maghi, maghe, esercitavano l’uso della medicina e controllavano sapientemente gli effetti indesiderati, a solo scopo terapeutico era la belladonna, per fermare le contrazioni, come antispastico. O contro, il famigerato Fuoco di Sant’Antonio, che flagellò la popolazione nel basso medioevo. Lo stramonio veniva usato come allucinogeno, era l’erba cosiddetta del diavolo, poiché consentiva di esercitare nelle operazioni di stregoneria, e qui con me ho la ricetta per ottenere questo ”viaggio iniziatico” per convergere sulle streghe i poteri della Madre Terra. Parliamo di un periodo in cui non era assolutamente contemplato il rispetto per la natura, anzi, spesso veniva definita come un nemico da temere, a differenza di altre culture orientali che basavano le loro credenze spirituali sul rispetto universale, della natura, come agente benefico per l’intera umanità. Paracelso, a tal proposito, dichiarò pubblicamente che una parte del suo sapere era dovuto alle streghe erboriste, lasciando la ricetta dell’unguento magico per volare… Paracelso era un umanista, medico, erborista, astrologo, e guaritore. Occorrono: 100 grammi di sugna, della zona surrenale, delicato e privo di impurità, da non confondere con lo strutto. 5 grammi di hashish, un pizzico di fiori di canapa, di rosolaccio ( nel papavero selvaggio) Radice di elleboro, usato anche in omeopatia, e un pugno di girasole pestato.
Ed ora via al sabba!
E così, le Lammie, o dal latino Lamie, dall’ebraico presero come corrispondente Lilith, come entità notturna, un demone femminile raccontato anche nella storia del Mago sul mio blog. Lilith, è il simbolo della Luna nera, della faccia nascosta umana, delle più profonde e istintive pulsazioni, rappresentando le streghe, viste solo come demoni che succhiavano ossigeno, e non per quel che realmente erano: Donne emancipate, sapienti, distorcendone la vera natura dagli ecclesiastici che nelle loro nefaste visioni le vedevano cavalcare un capro, ma questi erano, simboli di una diversa cultura e credo. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, e dal 590 D.C si iniziò a parlare di streghe, condannandole a storia proibita, ignorando il fenomeno nel suo vero contesto, fatto di seguaci dediti alla magia naturale, guarigioni e pratiche di derivazione sciamanica.. Invece, contro di loro, questa sapienza,venne innalzata a simbolo di rivolta, esercitando un potere difficilmente controllabile, nelle piccole e numerose comunità rurali. Nell’aiuto che non fosse solo propriamente divino, ma con l’intervento di donne che non hanno in maggioranza, confessato alcuna colpa, ne trasmesso la loro sapienza a chi non la meritasse, bruciando con i loro segreti.Gli amuleti creati con l’erboristeria scaccerebbero spiriti malvagi, la loro tecnica di ” immaginazione ” era usata nella dilatazione del tempo, unendo le sensazioni al sapere, accettato inizialmente anche dalle classi sociali più colte, all’inizio del Medioevo e nella terapeutica popolare, le streghe facevano da ponte tra divino e metafisico, materiale e astrale, tra scienza antica e magia. La moderna erboristeria è il frutto della vittoria sulla miseria umana, il contatto con l’invisibile forza creatrice.
Una vera strega sa che ogni potere acquisito durante gli anni, è un dono da restituire a piccole gocce.
La Dea Bastet / Bubastis era spesso raffiguratae incarnata in Bafometto, sui portali di Saint Merry a Parigi e Sainte Craix a Provins. La Dea Bastet/ Iside, decadde per le persecuzioni ordinate dal Patriarca Teofilo ad Alessandria, distruggendo tutti i culti, il Serapeum. Iside si trasformò in Dea Parmenti e le sue continuatrici divennero Demetra e Diana.
E come Artemide, la strega era
” leone tra le donne”.
Purtroppo, la felicità resta e sarà un soffio di vento, portandosi via i buoni propositi, di uno spirito in equilibrio con se stesso e l’universo. E dopo la conversione di Costantino da oltre millesettecento anni le donne vennero allontanate dai culti ufficiali, impure perché potevano concepire la vita, loro rappresentavano il peccato. Iside, Abundia, Bensoria, Proserpina, Madonna d’oriente, Erodiade, Bubastis, Ecate, Diana, Minerva, Bertha, Selene e così via, divennero simboli di gravi persecuzioni per gli adepti, con testimonianze visionarie e inaccettabili, in alcuni casi documentate,che le volevano malvagie, ma cosa fumavano gli inquisitori prima di entrare nei tribunali dell’inquisizione, le erbe magiche delle streghe? L’antropologa Alice Murray, dimostrò che il cosiddetto diavolo nei culti pagani, non era altro che un dio cornuto pagano, portatore di sapienza e guarigione, il loro culto, fu una realtà mistificata intenzionalmente, forse nell’uso della parola sacra nella connotazione del diavolo nella sfera cristiana, incidendo sulla sorte dei loro fedeli, e ancor oggi qualcuno ritiene che i pagani siano adoratori del male. Quindi, nella notte dell’ascensione, le donne erboriste, le streghe, raccoglievano le piante regine, per cospargerle sulla pelle e trasformarsi in gatto, per succhiare l’anima a quelli che dormono con la bocca aperta…
Il cerchio magico, segue la sfericità del sole e dei suoi pianeti e stelle, la costruzione simbolica dell’universo, avvolte nel cerchio delle stagioni umane. Una donna sciamana, costruisce un cerchio per sincronizzarsi nella ruota armoniosa della cosmologia, scienza della mente e dello spirito.La conoscenza e il potere di agire, ottenendo realizzando. I quattro punti cardinali e non cardinali, contenuti nel cerchio, hanno come fulcro il valore del Se profondo, l’introspezione e la trasformazione, illuminazione nell’assoluto della natura. Il cerchio è un contenitore spazio tempo, è entrare nell’essere, o l’individuo e ciò ad esso collegato. Un ciclo e riciclo, come insegna l’antica medicina detta erboristeria. Se tagliate una mela in due, attraverso il suo equatore, troverete un pentagramma a cinque punte, e al centro di esso, da cui la mela è maturata,
vi troverete il nulla! E da quel nulla che nasce l’equilibrio femmineo e mascolino, l’effetto materiale visibile, causato da un potere invisibile. se questa non è vera magia…
Oltre alle esenze profumate le specie aromatiche delle piante vantano qualità ritenute preziose, legate all’antica tradizione sciamanica e spesso avvolte da un velo di romantico misticismo Il mondo vegetale che stiamo distruggendo, racconta antiche storie, che vanno dai segni portafortuna, come un trifoglio, alle margherite come simbolo d’amore. Tratteniamo la nostra razionalità e lasciamoci trasportare dalla magia delle buone erbe, la cui origine si perde nella notte dei tempi.Come il pomo, pegno d’amore, difatti non si può definire una data esatta, il momento in cui l’uso delle erbe officinali e aromatiche e medicinali entrarono nel nostro quotidiano, in un periodo in cui l’alimentazione non era ricercata, non sofisticata come avvenne poi. Per coprire gli odori di cucina che frollava carne e mangiava pesce non proprio fresco, si scoprirono gli aromi orientali, occorrevano bulbi dagli aromi forti, aglio cipolla, mascherando l’odore della selvaggina.
La medicina naturista si avvantaggia delle virtù terapeutiche dell’erboristeria, nei trattamenti moderni, inserite anche nella farmacopea ufficiale.L’umanità studiando meticolosamente le erbe, ha separato le proprietà curative e preventive da quelle con effetti nocivi alla salute, poiché la superiorità dei principi attivi rispetto alle droghe usate in medicina ufficiale è innegabile. Tutto il regno vegetale è impregnato di piante che hanno diverse qualità. Non disdegniamo però, le cure mediche se trattiamo di gravi malattie, che abbisognano di urgenza immediata, ma per tutto il resto della nostra esistenza affidiamoci all’erboristeria, amiamoci di più.
L’azione ottimale dell’erboristeria ” magica” influisce sui nostri sensi, sul sistema nervoso, colpendo la nostra attenzione con i profumi differenti da un mazzo di fiori. Gli oli essenziali , le sostanze volatili emanate dai tessuti vegetali, attivano in modo diverso in nostri centri di attenzione, la nostra capacità di riconoscere il buono solo dall’odore. Una colonia naturale, come l’inebriante fragranza del basilico, che farà pensare a un gustoso piatto di spaghetti al pomodoro. Il rosmarino alle patate al forno, la salvia usata anche nei riti propiziatori, ricorderà ai carnivori il gusto di un arrosto. Quindi le piante e i loro aromi, esercitano un’azione stimolante sui succhi gastrici, aumentando lo stimolo dell’appetito o colmandolo con sapori piccanti ed esotici. La complessa alchimia che si nasconde nelle foglie della mentuccia, il timo, l’erba cipollina,sono indispensabili per un più rapido assorbimento da parte del nostro organismo, soprattutto se usiamo grassi animali, e siamo ben lontani dalla famosa dieta mediterranea. Perché ,la cucina povera, quella dei contadini, imponeva l’uso sistematico di aromi, una consuetudine suggerita, al tempo, non dalla scienza, ma dal buon senso.L’uso delle erbe ridurrà il ricorso alla chimica, le tisane sono il modo più semplice per sfruttare le qualità terapeutiche degli oli essenziali che distinguono le piante aromatiche. La preparazione veloce e infusione favorisce l’azione sull’organismo, con pazienza continuando la cura, e così facendo ci abitueremo ad assumere giornalmente erbe buone. Al mattino o prima di coricarsi, e possiamo usarle anche per godere di bagni rilassanti, e mai con acqua troppo calda, per concedere sollievo e ristoro ai muscoli affaticati, allentando lo stress. Se aggiungete: Quattro manciate di foglie di salvia fresca, chiuse in un sacchetto di garza, otterrete una soluzione tonificante, per il corpo e lo spirito dopo un trauma, stendere gli arti con la menta unita all’origano. Esiste un tempo ben preciso noto come ”tempo balsamico” corrispondente al maggior apporto di attività biologica della vita vegetale, coincide quasi sempre con le stagioni calde, fra giugno e luglio le piante raggiungono la massima vitalità con la trasformazione delle gemme, evitando le corolle, poiché la loro maturazione sarà indice che il traguardo del ” tempo balsamico” è stato raggiunto.
Il 24 giugno cade il tempo della raccolta massima, la festa di San Giovanni. Attenersi al calendario naturale è importante per chi le raccoglierà per farle essiccare.Anche le fasi lunari saranno importanti, come il passaggio dei pianeti in vari mesi in cui seminare o raccogliere, anche le piante subiscono l’influenza astrologica, rendendole buone o insignificanti, amare e dolci, velenose o con meno potere curativo.Di solito la raccolta avviene la mattina presto quando il primo vento solare accarezza la terra.
Il sapore di ogni pianta è l’estratto dei salini contenuti nella terra, dove essa cresce, indicando le sue proprietà da cui estrarre un balsamo .Il fusto, o stelo, indicano il pianeta Saturno. I semi e la corteccia, Mercurio. Il legno, il tronco forte, Marte. Le foglie la Luna.I fiori, Venere. Il frutto è Giove. La forza creatrice di Madre Natura è uno spirito invisibile, ogni pianta corrisponde a una stella, o potrebbero essere definite stelle in terra. Le loro proprietà che le differenziano sono dipinte sui colori dei petali,la forma delle foglie, la magia contenuta in esse è congiunta con la potenza degli astri. Ogni pianta colta sotto l’influsso di un certo segno astrologico, apporterà beneficio a varie parti del corpo, ogni effetto ad esse richiesto al momento della colta e infine della mistura, sarà indicato all’oggetto o alla persona. Siamo arrivati al trattamento ermetico delle piante, distinto dalla manipolazione chimica, il fine è disporre delle qualità fisiche delle piante, dei loro succhi, nella maniera più proficua sino a liberare la loro forza attiva, l’essenza dell’anima, il balsamo della pianta. Come affermavano gli antichi ermetici.
Il balsamo è un acetite essenziale, non il sale e ne la terra, ne l’acqua, è questo, un veicolo per il corpo astrale, e si ottiene solo con il fuoco, e non con la fermentazione. Poiché, un balsamo è una sostanza incorporea quasi immortale, che cambia, restaura e conserva anche la mente.
In ogni pianta vi è uno spirito, questa forza può essere contenuta in una tintura, che si ottiene riducendo il vegetale grezzo decidendone il potere curativo. Ad esempio, con la camelia, convenientemente distillata, produciamo un aceite di gran valore magico, destinato alle lampade impiegate in diversi riti teurgici, come anche le evocazioni angeliche , apportando grande beneficio alla sensorialità dello spirito.Comunicando con spiriti elevati o perlomeno pacifici. In modo generale abbiamo appreso quanta forza ci vuole per compiere un atto, giungendo al suo compimento e tanto utile sarà coltivar noi stessi le piante , prepararle, valendosi sempre dell’uso degli stessi utensili, conservandoli solo per quell’uso. Questo vale anche in cucina, gli stessi utensili di legno, pentole, ognuno servirà a cucinare una certa cosa.Compensando il nostro corpo astrale, come un’iniziazione naturista insegna, purificando quel che viene usato non permettendo ad altri di toccarle. Ora sappiamo che le virtù curative del regno vegetale sono celebrate da tempo immemore. Il nome ellenico del dio della medicina Esculapio, significava il bosco, la speranza di godere di buona salute. Secondo Porfirio la facoltà solare di rigenerazione, sanando i tessuti umani. Le piante possono essere impiegate in vari modi e stadi vegetativi e sono : vive, morte, e resuscitate. Le piante vive servono a modificare il centro del corpo interiore, soprattutto se aromatiche, tonificando con il loro profumo. Come il Pino, menta, lavanda ecc.. Il trattamento ermetico consiste nel coltivarle e coglierle in un dato momento astrologico, influisce in modo straordinario sulle virtù delle stesse. Ma, in passato, la chiesa proibiva severamente questa pratica, trovando in essa segnali di superstizione pagana. La pena era, se trovati a incantare con tali magie,era da un minimo di due a venti anni di reclusione, pensate se lo facessero oggi con chi merita davvero la galera. Non tenendo conto che il mondo vegetale vive, nasce e si riproduce in ore e stagioni diverse.
Viviamo nel mondo fisico, e considerandolo dal punto di vista dell’occultismo ne riconosceremo tre strati di materia, solido, liquido e gassoso. I corpi derivati dagli elementi chimici costituiscono la terra. E da tale materia sono costituite tutte le forme dei minerali, piante di cui esse si nutrono, animali e dell’uomo. Una catena che abbraccia anche le nuvole, montagne, l’estratto delle piante, il sangue, la tela del ragno, le ossa d’elefante, aria acqua e così via… Tutto si compone della medesima materia prima. Cos’è che determina la varietà di tutte le forme?
E’ lo spirito universale contenuto in esse che compone e scompone la materia.
Fine.

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