Archivi categoria: Racconti

I tre passi del diavolo. Storie di paese.

san michele

 

Il bene e il male, il conflitto dell’eterno dubbio

ha sempre creato nella mente

dell’umano, ignaro della verità

storie tramandate per cullare le notti senza luna.

 Una sera, appena calata l’ora del tramonto, scendeva un giovanotto di bell’aspetto nei vicoli poveri  dove viveva una giovane contadina,

dalla treccia nera e gli occhi verdi di puro smeraldo.

Si innamorò subito di lui misterioso e bellissimo.

Qualche sera dopo, bussò alla casa dei genitori che subito si sentirono onorati e felici per la loro bambina.

Tutto normale finche’ una sera di sabato lo invitarono al pranzo della domenica, dopo la messa.

Tutto era pronto, lei correva ad apparecchiare con la casa in festa,

ma l’attesa fu vana, lui non arrivò. La sera di nuovo bussò ,era stato molto male ma non sapeva come avvisare.

Di nuovo si cominciò a vedersi solo di  sera.

Le ragazze come si sa possiedono un sesto senso,

annusava un odore che gli altri non sentivano, e all’avvicinarsi delle nozze si disperava con i genitori e non voleva più accettare l’offerta del suo amato. ”Madre mia, credetemi, sento come se uscisse dalla terra fresca, l’odore del vulcano lo porta con se ”’ disse la fanciulla

” Figlia mia, non dire cose che si sentono solo nelle storie del diavolo che scende dalla montagna, sei grande per credere a certe storie”

 Ma quella frase, risuonò nella mente della giovane disperata

che per giorni cercò il modo di scoprire la verità.

Si raccontava che dal monte San Michele, scese correndo a grandi salti il diavolo, sconfitto nella battaglia con il santo Arcangelo.

La prova era  un’orma a forma di zoccolo enorme, lasciata su una pietra lavica, nel vicolo dietro la sua casa.

Un brivido di paura e di viscido orrore le scivolò come le carezze che lui le donava.” Allora potrebbe essere lui, ma come farò a provarlo?”

Si consumava nel tormento e si ammalò, una febbre saliva la sera costringendola a rimanere in casa.

Una notte lui non arrivò e stranamente lei si sentì bene, addirittura la madre felice le preparò da mangiare nel cuore della notte, era l’anniversario della festa del Santo patrono, e il giorno dopo passò sotto la sua casa trasportato in processione dai devoti del paese.

Pregò con le lacrime che opprimevano la voce, dal suo animo uscì la preghiera.” Aiutami ho bisogno del tuo intervento divino ”.

 La notte successiva lei si preparò più bella che mai, aveva un vestito bianco ed un fiocco dello stesso colore tra i capelli corvini.

Accese una grande candela, aprì le imposte della casa, messa a festa attese sulla soglia.

Lui arrivò con il suo solito venire dal vicolo della montagna e si meravigliò  nel vederla pronta e felice.

La luce infastidiva lo straniero , agitato alla vista di tutto quel luccichio e mentre si sedeva per accomodarsi, lei intravvide sotto la lunga giacca da sera la punta di una coda. Nulla faceva intravvedere la sua paura nemmeno i genitori, felici per quella serata e per la lieta conclusione della sua malattia.

Preparò il vassoio più bello, quello d’argento e il caffè per il suo fidanzato.

 Nel pomeriggio mentre pregava nella chiesa, sotto la statua del suo santo protettore, un’intuizione la colse mentre si faceva il segno della croce con l’acqua santa. ” Gli preparerò il caffè con l’acqua benedetta e poi vedremo se sono una pazza”. Sorrise mentre la metteva in una piccola ampolla del profumo da lui donatole.

 Quando arrivò con il vassoio lucidato per l’occasione notò che l’immagine che rifletteva non era quella che vedeva, ma era quella

di un diavolo con occhi rossi e malvagi che sorrideva contento dell’inganno.

Rimase ferma con la mano che tremava, dentro di lei il terrore era palpitante, gli porse la tazzina e rimase ferma con un sorriso di marmo ad osservarlo. Il diavolaccio sicuro di sé ,non immaginava che una piccola ragazza potesse scoprire il suo segreto, e già sentiva la vittoria tra le mani.

Una vergine devota al suo nemico, stava per andare in nozze a lui!!

Un grugnito stava per uscire dalla sua malvagia persona,

ma si trattenne e con spavalda soddisfazione sorseggiò con l’indice in alto ,dall’unghia lunga, il suo caffè.

Un bruciore lancinante gli percorse la gola, un urlo sovrumano scoprì la sua vera natura. Si liberò dei suoi ricchi vestiti e la mano gentile aveva unghie taglienti e sporche, e gli zoccoli facevano nella piccola casa un rumore infernale. Dalla sua bocca uscì una fiamma dell’inferno e la puzza di zolfo prese tutta la stanza, un vento caldo dalla forza inarrestabile spalancò la porta dell’entrata e fece passare il primo raggio dell’alba.

La Bestia scappò , saltò per tre passi verso il mare

e si gettò nelle demonioacque del Vesuvio.

ViolaNerapoetry

20 settembre 2010 alle ore 12.32

 

Guerra e bambini. Un giorno di una qualsiasi guerra.

guerra

  La nausea della paura

affliggeva Mike nella palude nebbiosa,

bombe lontane si udivano mentre camminava a passi lenti

nella melma acquosa. ”Hai paura? ”,chiese il suo compagno Giò.

”Queste missioni mi rendono ansioso”,  sussuro’ Mike ,e in quel mentre una mitragliata a ventaglio passò vicina a loro.

”Corri!” disse Mike afferrando Giò  trascinandolo a riva.

Gli alberi cadevano come foglie bruciate, sotto il tiro incrociato delle forze nemiche. Il loro rifugio era ancora lontano.

L’acqua colta dal fragore delle esplosioni, saltava in aria confondendosi con la nebbia.

”Basta!’ perche’ ci hanno abbandonati, senza nessuna notizia, intrappolati? ” Urlò Giò.

Ma non ebbe risposta. Ora, soltanto la sopravvivenza e l’attesa di nuovi ordini,premevano su tutto. Non si facevanbo domande.

Giunti all’entrata del rifugio i due soldati trovarono un bambino che dormiva davanti alla  porta.

”Perche’ non sei entrato a scaldarti?”, chiese Mike all’inaspettato ospite.

E il bambino non rispose,aveva le labbra livide e tremava dalla paura,

le sue mani erano ghiacciate, piccole dita immobili come il suo volto ,paralizzato dallo shock.

Giò lo prese in braccio, mentre Mike accendeva un fuoco,

privilegio di un periodo di morte.

Uno specchio era appeso su di una parete, unico mobilio di una casa abbandonata dal terrore.

Il bambino si specchiò e pianse,mettendosi le mani sul viso,singhiozzando,senza dire nulla.

Mike lo spoglio’ e lo avvolse con una coperta del suo reggimento,ruvida ma di lana, il calore lo avrebbe salvato dall’ipodermia.

 Il giorno dopo,  Mike fu il primo ad aprire gli occhi ,la pioggia era cessata , anche quella dei proiettili. Tutto era silenzio,un silenzio di morte.’ ‘Mike, le comunicazioni radio sono interrotte, sara’ accaduto qualcosa di terribile lo sento,non rivedremo più nessuno”. Esclamo’ Gio’,quasi con rassegnazione.

”Zitto,non vedi che il ragazzo e’ sveglio? Rispose Mike con un’occhiata piena di dolore verso quel diseredato essere.

Pallido ma in vita, si alzo’ e afferro’ un pezzo di pane sopra il camino.

Mike e Giò sorrisero alla vista della sua fame,era un segno di rinascita, del risveglio fisico e mentale.

 Gli prepararono del te’,unica risorsa per scaldare lo spirito e il corpo ed attesero in silenzio che lui terminasse di rifocillarsi.

I suoi capelli neri avvolgevano un viso pallido ed occhi di un blu splendente. Mike lo osservava con la malinconia di un padre lontano e forse senza ritorno.Improvvisamente il bambino comincio’ a parlare:         ” Mia madre era nei campi a raccogliere qualcosa rimasto per mangiare,ma non e’ piu’ tornata, io e mia sorella abbiamo sentito molti spari, bombe e il campo dov’era nostra madre era diventato solo una buca profonda.” Pianse per un attimo,aveva la gola chiusa dall’emozione ma continuò. ”Poi ho preso mia sorella Lucy e siamo scappati verso il canale, seguendo la strada, senza farci vedere. Ho visto voi che correvate verso la riva,allora ci siamo messi a correre anche noi,ma una mitragliata ha staccato la testa di mia sorella ”.

I due soldati ascoltavano, confortandolo con delle piccole carezze sulla fronte. Il suo volto impallidi’ ma,coraggiosamente riprese il suo racconto.

” E’ caduta a terra ,mentre le braccia e le gambe ancora si muovevano.  Ho raccolto la sua testa e l’ho messa di nuovo sul suo corpo”. Parlava con lo sguardo fisso sulle sue mani. E aggiunse: ” Mi guardava e una lacrima e’ scesa dai suoi occhi” ,verdi…Di nuovo’ si ammutoli’.

 Il bambino fissava un punto sulla parete dove il fuoco ingrandiva le loro ombre,contorcendosi le mani e inumidendosi le labbra , sorrise per  un attimo, ai suoi soccorritori.

Mike e Giò, nel silenzio piansero , e come compagni di sventura ,abbracciarono il piccolo eroe, nella solitudine della mostruosità del genere umano , si strinsero come fratelli,

legati dalla malasorte.

ViolaNerapoetry

ritratto di immacolata chessa
Pubblicato da immacolata chessa
il Mer, 03/11/2010 – 12:27

Il diverso,fugaci uscite di giorno.

 

il diverso

E’ naturale per te,

sentirti triste sotto la pioggia,

ma un metro in più là brilla il sole, e sembra

che il tuo brivido freddo sia visibile,
in quell’aura bluastra ghiacciata, che incornicia il tuo magro incarnato. Un essere notturno sembra  t’abbia rapito e succhiato tutto il sangue, ma tu, non fai caso a quei sorrisetti sotto l’intenzione di prenderti per i fondelli. Dopotutto, le giornate di sole sono per te solo passaggi d’attesa per le notti di luna piena, e finestre socchiuse ti chiudono al caos di quella folla sempre sorridente, con la bile avvelenata strizzano l’occhio, nel tic di una nevrosi. Ma quanti sono, ripeti spesso con lo sguardo attento a terra, evitando quella gente, come se possedessi un radar.. Sono sensibile, non posso espormi a nulla, nemmeno al contatto fisico casuale, nemmeno su quello sono disposto a cedere.. Intanto,
a quattro palazzi da quei pensieri, attraversi la strada come un fantasma, tra le bracciate di un cornuto, che dall’auto si sbraccia,
al saluto dell’altrui morto; tu indifferente accetti, tanto non vi sento, e inizi a ragionare su questioni che davvero non hanno più senso da anni, ma loro insistono e si ripetono. Riavvolgendosi e soffermandosi sempre sugli stessi concetti, sei tu ad aver ragione e glielo ripeti… A zonzo sembra che tu vada, ma hai da sempre la tua mappa , e poveri certi che ti incontreranno quando avrai la tua giornata, distorta dalle tue manie. Con le fisime che t’accompagnano leggi sui muri di quel concerto d’altri tempi. Meno male me ne starò un po in pace, e sale buie danno ospizio, a quel popolo che a tuo giudizio, è come te indifferente a quella corsa che gioca con le vite,
e si divide in  bianco o nero, notturni o diurni, il grigio fa parte dei tuoi pomeriggi, quando da dietro le tende, vedi nascere e morire il sole.

ViolaNerapoetry

 

ritratto di immacolata chessa
Pubblicato da immacolata chessa
 il Ven, 15/11/2013 – 00:00

 

 

Il Mago e la dissertazione


” La passione dei fenomeni del mistero,

porta lo studioso assetato di sapere ad essere come un bambino, ignaro dei pericoli che un nuovo gioco può nascondere” …                 Disse il Mago affacciatosi alla camera   dove disteso ero, sospeso tra la vita e la morte, aggiunse con fare da dotto:” Denudando le sue debolezze, spiriti ignoranti possono contattare la mente indifesa, e forse pervasa dai terreni desideri. Come un’onda anomala devasta lo spirito pronto a librarsi nella luce, ed esso, invece, resta piegato a scrutare il suo abisso, che preda di tormenti non accetta d’esser sanato.Il Timor Incutitur, ovvero provar paura, è lo sconvolgimento della psiche, lo stato d’animo pervaso dalla melanconia, alla tendenza alla concupiscenza  alla quale mi abbeveravo come un poppante… M’ha fatto venir la bile nera, la Strega, son divenuto frenetico a causa del suo veleno, e la saggia pazienza ch’era stemma del nome mio, s’è fusa nel delirio di insonni notti, passate a placare il letto rifugio del mio dolore, che sembra a volte preda d’un maremoto…”  La sua voce vegliava  sulla mia coscienza, a capitombolo mi tuffavo nelle sue storie allontanandomi sempre più dalla realtà…  Continuando il suo monologo disse: ” Nella febbre della cattiva circolazione sanguigna avevo la sensazione d’essere in balia di esseri ammantati di vapore, tornati dalla morte a chiedermi di placar la loro fame d’anime erranti.. Quasi venivo morso da uno di essi, lungo il sentiero che già conosci… ” Il ricordo di quell’incontro con la maligna, sobbalzò nello stomaco irrigidendomi la parte addominale, e iniziai a tremare…         Il Mago mi osservava soprattutto quando non lo vedevo, e così,  dopo essersi lentamente distolto dai suoi progetti occulti, toccò il mio plesso solare, effettuando un massaggio circolare antiorario, e spiegò: ” Ora dovrai disintossicarti, a te che non sei ne carne ne pesce, questa malia potrebbe portare alla morte”. Abbattuto dalla sindrome del delirio vedevo anche l’armata del male che mi perseguitava, per mozzarmi la testa… Il Mago osservando il mio pallore disse: ” Stanotte sarà luna piena, veglierò sulle tue paure, perché son esse ad alimentare il male trasmessoti.” Il suo carattere era un ribollir di sangue, era un calderone sotto pressione, cambiava insieme al suo viso, ed era divenuto quello di un mentore che colto da magica pietà curava il mio sortilegio; e la mente sconvolta da tanto vagare si assentava, lasciando un corpo inerme in balia delle fattucchiere… Mi raccontò, con dovizia di particolari, dei suoi svariati ” viaggi ” nelle dimensioni parallele, testimone ed artefice d’una realtà a me sconosciuta. Mi parlò delle Menadi, antenate della sua ” amata Strega ”,ed ecco un’altra rivelazione, si, lui ancora tremava al suo cospetto, e non di certo di paura. Aggiunse: ” Vedi, mio povero malcapitato amico, la paura si presenta come un passeggero indesiderato e sotto mentite spoglie, ci ritroviamo  a viaggiare con essa e ne siamo all’oscuro, poiché essa risiede in noi, partorita dalle nostre colpe, per non aver amato a sufficienza, per aver odiato in vita un genitore, ed infatti, le visioni ammaliatrici parlano con voce sincera, forse per essere certe di rubarti la fiducia e con essa il cuore … lamia1, vampire che come belve nel sonno o in segreto da vivo, bevono il tuo sangue e forse succhiano anche l’ultimo sospiro. Voluttuose son tutte, e tutte imparentate coi demoni, e bellissime divengono poi serpenti .” Intanto ch’egli parlava mi distaccavo , e sognavo cose che non avrei immaginato neppure nel peggiore dei miei incubi. Non rammento il tempo, non posso aggiungere o togliere qualcosa dal mio racconto, è come se mi fossi risvegliato in un’altra vita, l’onirico separato dalla realtà, il salto quantico nelle oscillazione degli elementi. L’assenza di gravità, l’inganno e la verità. Il Mago sapendo come mi sentissi, leggeva nella mente, e come un’astuto giocatore di scacchi cercava di prevenire ogni mossa della Strega, disse: ” Hai provato l’esperienza del sovrannaturale, il brontolio di esistenze passate che han cresciuto in te il cancro della paura, delle cose lasciate a metà… ” La stanza era impregnata del fumo di candele appena spente, i lucignoli continuavano a filare spire che prendevano forma, e parevano spiriti  attaccanti alle pareti. Sollevarmi fu impresa alquanto faticosa ma, dovevo tornare alle mie abitudini, tornare da dove? Mi rivolsi al Mago chiedendo, come un bambino appena guarito dalle febbre della crescita: Quale essere può possedere i vostri poteri? E il Mago, mi fissò per un lunghissimo istante, come per interrogarmi, ma la mia mente al momento era svuotata da ogni cosa. Si lisciava la lunga barba e come da manuale dei racconti del mistero, consultò uno dei suoi testi di scienza occulta. Non rispose direttamente, si alzò dalla sua sedia fissando di nuovo il sole, che stava tramontando alle nostre spalle e disse: ” Non posso rendere con le parole le sensazioni che tu hai provato ma, chiedi a te,  cosa provoca l’angoscia che ti perseguita nei sogni, anche se, una parte di colpa appartiene alle fascinazioni della Strega. Il coraggio non può essere invocato, è una delle tante qualità della nostra personalità che ognuno conserva, come le cattive si radicano fin dalla nascita, giunte dai frammenti di vite passate, che non abbiamo del tutto  chiare ma, ogni tanto ci sembra di scorgere luoghi o volti conosciuti, anche se non siamo mai stati o non abbiamo mai parlato con quelle persone che riconosciamo in questa esistenza… Saltai fuori da quella casa, le campane intonavano il vespro e mi affrettai per non farmi di nuovo sorprendere dal buio e dai suoi misteriosi abitanti.

Continua…

ViolaNerapoetry

 

Un giorno il genere umano, si svegliò col dono della telepatia-

2012-calendario

Un giorno,

il genere umano si svegliò col dono della telepatia.

La prima cosa che notò ,il primo Tizio ad uscire di casa, fu che l’uomo che gli stava di fronte sorridendo gli diceva: ” Spero che vada bene la sua riunione con i professori..

 ”Si? ” rispose il Tizio meravigliato da questa scoperta. ” Ma come avra’ fatto? .. Ma, legge nel pensiero?” Si fermò guardando quel forestiero . Sapeva vederlo dentro. Sentiva di non poter avere pensieri negativi nei suoi confronti.

Lui li avrebbe ascoltati. Il suo viso sembrava essere appena uscito da un massaggio tonficante.

E l’altro ,di nuovo rivolgendosi al Tizio ”Si, e’ così. Ma non lo sapevi che da oggi e’ arrivato un raggio dalla galassia che ha generato un nuovo senso di convivenza e di arricchimento spirituale?

Se hai captato il mio pensiero, vuol dire che anche tu, sei pronto ad accettare il fatto che siamo tutti connessi tra di noi. Siamo ora ,un unico essere pensante, che non potrà mentire a se stesso. ” Davvero? Mica mi dispiace ,è una vita che convivo forzatamente con l’ipocrisia. Chissà se n mi tornerà utile. ‘ Rispose Tizio incuriosito.

Tizio era divertito ,lo fissava maliziosamente e aggiunse:”Si ,

si ho capito. Non lo sfrutto per aver più danaro”. Sorridendo di nuovo lo salutò con lo sguardo.

La scuola era già piena di genitori in nervosa attesa. Pazientemente fingendo, facendo buon viso

al passaggio dei professori assaliti dalle richieste dei visitatori.

Prof. ”Vedi? Quando arriva il momento dei colloqui,

per decidere se i loro figli saranno promossi o no..

. Arrivano a flotte e spintonano pure!! ”

La prof. ”Dovresti avere più pazienza. Sono trent’anni che faccio questo lavoro ed e’ sempre stato così. Ma le cose cambieranno. Anche tu cambierai. Da anni prendi mazzette per i testi scolastici.”

L’altro Prof. rosso dalla rabbia e sentitosi allo scoperto, mentendo parlò: ” Sei davvero pazza,ma come ti permetti? Io ti denuncio” E si girò verso di lei con il viso pieno di rancore.

 La Prof, con un aria tranquilla e decisa:

” Inutile dirti,che se vuoi chiamare la polizia,lo puoi fare. Io sarò nell’altra classe. ” Così dicendo si avviò verso la sua cattedra.

”Dannazzione!” Urlò il Prof.

Intanto Tizio era arrivato ad accodarsi alla lunga fila. Si sentiva libero e allietato dal fatto che, già sapeva cosa pensasse la persona che gli passava accanto.Erano  per  lui” Brave persone delle quali fidarsi” Al tempo stesso ,soffriva per alcuni  pensieri negativi che aleggiavano nell’aria…

Per stati d’angoscia che percepiva passando vicino ad altri esseri umani, dall’aspettto triste.

Quasi schiacciati ai muri, chiusi in se stessi per non parlare con nessuno.

” Poveretti”. Si disse . E si avvicinò ad una donna dall’aspetto dismesso. Iniziò a parlarle e ad ascoltarla.Man mano la sua ansia si trasformò, di fronte allo smarrimento dell’altro ,era divenuta benefica vibrazione.

Il suo corpo riceveva messaggi d’amore .
La pazienza e la buona convivenza stavano riempiendo la sua vita e quella di una parte dell’umanità.
ViolaNerapoetry
Pubblicato da Immacolata Chessa il Ven, 14/10/2011 – 23:16   

Il Mago.La Strega appare…

 

la strega e il calderone

Il Mago,

era intento nelle sue faccende e dopo aver cosparso altro sale sull’uscio, per fermare l’anime malvagie, così pensava, osservava un cielo orfano di luce, e solo la bianca via del Cosmo poteva indicare ove fosse l’orizzonte…

Un improvviso gracchiare di un corvo fece affrettare il suo rientro, e chiuse per una notte i cattivi presagi, nello scrigno arrugginito del rimpianto…

Tornai fuori in una notte ombrosa, celata dall’inganno delle sue visioni. Il fresco odore di foglie lasciava affiorare profumi del passato, immerso nei miei pensieri mi sembrò che qualcosa si muovesse… Cercando di confortare l’atavico senso di paura, pensai: Le storie del Mago turbano l’immaginazione, mi sembra di scorgere streghe volanti anche nelle forme scheletriche e grottesche degli alberi… Il vento lentamente aumentava e muoveva le cime e le fronde, come una danza lasciavano che lui passasse, intonando una soave musica, che solo l’evento naturale sa accordare… Ma, la sua sensazione si rivelò esatta, un corvo dalla potente apertura alare gli si posò davanti, poggiato ad una siepe di rovi, sembrava percepire la sua inquietudine. Osservava con interesse lo sperduto viandante, che girava in circolo, senza rendersene conto . Il corvo aveva piume nere miste ad un blu lucente, compensava il buio di quella notte oscura, lacrimò attirando l’attenzione… L’occhio nero aveva una sottile linea gialla che cerchiava la pupilla, in cui il mio viso esterrefatto si rifletteva, imprigionando i miei più reconditi pensieri. Asciugai d’istinto quella perla brillante ceduta dal pianto, fu immediata la sua trasformazione e d’un tratto apparve una giovane donna. La sua bellissima figura si materializzò e solo le ali  dispiegate da angelo nero, scomparvero per ultime… L’incanto era teso, il suo pallido e tenero incarnato, facevano apparire i suoi occhi come lucerne apparse dal nulla, come una nera pantera si avvicinò lentamente… Temporaneamente immobilizzato dal fascino di quella magnifica visione, non pensai alla storia appena raccontata dal Mago, e di quali inganni e becere azioni siano capaci le ancelle del male. La Strega ruppe l’indugio, e come solo le donne sanno rompere il ghiaccio così parlò: Chi sei tu, un compagno d’avventura del Mago? La domanda era stata espressa con sottile sarcasmo, come se la mia risposta avesse avuto un valore vitale.. Così decisi di fare scena muta, e lei continuò il suo dialogo… No immaginare solo tutto il male di me, mi conosci? Si, è vero, ho condotto nell’antro dell’Ade il Mago, cercava l’immortalità, la scienza occulta celata dall’antico mistero, intonava magie consacrandosi al bene, e intanto avventuroso si addentrava nei gironi della maledizione. Tessuta di dolce armonia, la sua voce calda placò il mio tremore… E disse: mi chiese di aiutarlo nella ricerca della pietra filosofale, ed io accettai… Sorridendo aggiunse: l’inganno non è solo il mio intruglio, anche lui, che tanto compiange l’anima sua, m’ingannò e sottotono, come se fossi un’acerba fanciulla, che abbocca all’amo del sentimento.. .Lui, il Mago, sa incantare facendosi giovane e bello, e quasi il mio amore stavo per donargli. Avrei perso ogni mio potere magico, finché fosse stato padrone del mio cuore. E di questo segreto lui ne era al corrente, mirava a distruggere la mia vita. Benedetto sia l’occhio del corvo, inviato al mio servizio e spiò le sue cattive intenzioni e scoprì le sue vere fattezze. E’ stato ferito con la sua stessa arma, per questo l’ho punito com’egli meritava.. E con velata tristezza mi guardò e continuò: L’Inferno non gli bruciava mentre avvampava sul mio corpo, che vedi scorgere dalle mie vesti, ammonendomi con un malizioso sorrisetto. Sembravano stelle cadenti le saette del forcone satanasso, infuocava la ragione, ma lui non se ne curò. Eravamo in bilico sull’asse dei sensi, Mago e Strega e ci sorreggevamo. E quando pensò di portar via il suo tesoro, da furbo vincitore disse: Povera illusa, soffriresti la morte e il fuoco dell’inquisizione per ciò che il diavolo pone, innanzi agli occhi tuoi… E momenti fantastici ti pare di viver, pur stando ferma. Il mistero gli strappò dal  petto il sentimento, non io, ho solo fatto quel che dovevo, udendo l’istinto primordiale, che m’ha protetta con la magia della dea Diana. Sono una Strega e conto almeno 106 anni… Mi risvegliai di colpo, a quella rivelazione anche le gambe erano  pronte alla fuga… L’incanto si sciolse, e guardai in faccia la megera, l’illusionista, la vecchia con gli occhi dolci e velenosi, erano lame affossate nelle orbite. E la maligna rinforzata dalla mia meraviglia e accresciuta paura esclamò: Cosa c’è, non ti piaccio più? Una potente risata echeggiò nella desolazione, come un dardo spaccò le nubi e la luna d’incanto apparve in cielo, sembravano gelide alleate, l’una sovrastava quella magica atmosfera, e l’altra si affidava alla sua maestosa ombra…

Continua…

VioplaNerapotery

Il Mago e la strega…

mago e mare

Del labirinto dell’Arcano, possiamo solo seguirne le tracce, e come il cane annusa l’aria, cerchiamo nel Mistero l’illuminazione. La matematica  va a braccetto con l’occulto, è la spinta materiale  alla visione, non robetta da poveri che battono il petto,  e inginocchiati alla speranza non danno fede alla magia… Comprendi
 al meglio le mie parole, non ch’io  l’abbia a male col popolo sofferente,
 che tra ceri e marmi non sa riconoscere il divino pensiero, che agisce sull’azioni,
 e generoso si affida all’intelletto per correre dallo Spirito, che svelto
  affianca il passo all’avventura. Ero perso sulle fiamme del rogo,
 e quanto erano  feroci quelle lingue irsute che arrostivano il corpo mio,
 e quanto lo son state quelle, che han spento l’ardore  mio…
Ora, nemmeno  un ferro rovente potrà scaldare questa gelida pietra.
 E col gesto di battere un pugno sul cuore,  innalzò lo sguardo al cielo.
E quel volto dolorante, che mal perdonava la sua debolezza, si volse a rimirar
 i tizzoni del suo fuoco, pronto per sciogliere oro e metalli,
per coprire le sofferenze con l’argento vivo. 
Quando si è preda dei sensi e di una donna ,che ha la malattia dell’ isteria e la magia nelle mani, solo iddio sa cosa ti aspetta, e che dopo aver giaciuto con te, dorme il sonno della strega, fingendosi morta per sette giorni,
 per non svelare l’inganno che m’aveva teso.
 Ma, come può l’essere umano fingersi morto? Nessuno può sopravvivere sotto terra, senza aria a far battere il cuore…                      

Così terminai ….
Tu, esclamò, e mi fissò con l’ira del ferito, si mossero le sopracciglia lunghe e smisurate, illuminate dalla rossa luce, sembrava il diavolo in persona…
Poi placò il suo ribollir di sangue, comprendevo il suo dolore…
La strega, non sperimentò nulla di innaturale, e nemmeno poteva scorgere la luce che agita l’anime pronte alla trasmigrazione … La malattia si chiama catalessia,
e la megera figlia del diavolo sa come tornar, e come risorta torna tosto alla vita normale. Indifferente… lo è, non solo per la sua crudeltà, che sconcertava nell’idioma straniero
 che la sua biforcuta lingua parlava, e la miscela dei sessi non ha avuto alcun valore medico, non si guarisce dall’insana xenoglossia, e mentre stava nel sonno
 volava con la scopa dal suo padrone re dell’illusione,
 che m’ha legato l’anima alla sua coda. Citando un teologo  Vescovo  vissuto almeno mill’anni prima disse: ” Il fascino, una qualità perniciosa indotta per arte di demoni, in virtù di un patto tacito o espresso coi demoni… ”
Lei, disse con la voce tonante, la maliarda, inganna con l’occhio velato e la lacrima che le asciugai con gentile carezza, credendo  caduta per amore, ha contaminato il sangue mio, il respiro suo  delle narici e la gola sono spirali velenose d’un serpente. Donna, anche con lo sguardo benevolo getta addosso la malinconia della Luna piena. Ella sconquassa l’interiore, e mai più tutto torna come prima… Afflitto e stanco d’aver messo alla berlina i fatti suoi e per aver scavato penosamente nella parte del suo intimo,mi indicò la porta. Senza proferir parola aprì l’uscio e gettò altro sale …  Il buio era fitto e cercai di  dimenticare tutte le storie  macabre appena ascoltate, mi avviavo sulla strada  deserta e sembrava che le case fossero divenute più vecchie,  non c’era nemmeno la  Luna…

ViolaNerapoetry

I_C

Il Mago, il ritorno.

 

piramide e luce
Cosa abbiamo dimenticato della nostra storia umana?
Come ci hanno costretti a dimenticare, impedendoci di elevarci
come esseri cosmici.?

Ho viaggiato, ho talmente camminato che ho le ossa rotte.

Così, il Mago riapparve, dopo qualche minuto dalla sua scomparsa… Sapessi che atmosfera, ma di cosa parlo con te, sai soltanto camminare sopra le suole delle tue scarpe. Quel suo carattere complicato era ancora più velenoso, come se avesse cambiato pelle…
Nel mondo dei morti le tombe hanno mattoni d’argilla, e ogni evento naturale ne potrebbe cancellare l’ubicazione onirica…

Il granito rosa ben levigato, brilla nella dimensione  metafisica dove tutto è rovesciato, i templi brillano di luce propria, la casa della pace ha la sua dimora in ognuna delle stele in corsa e in ascesa verso il cielo. La terra è il tetto e il cielo è la base dove vivere in eterno. Sono entrato nelle viscere dei misteri, nella Camera del Re per viaggiare senza il peso della gravità, come i granitici blocchi delle Piramidi, la conoscenza della scienza occulta, oppure il risultato di menti  scientificamente avanzate, opponendosi alla materia, e chiamano dalle tombe chiuse alla comprensione,  questo mi spinge a rinchiudermi in un sarcofago…

Un foglio, una sottile lastra potrebbe far scivolare nell’aria migliaia di tonnellate, una lamina arrotolata come un papiro, neutralizzando la fatica umana. Con una piccola spinta

potremmo spostare una montagna,

e non dover per forza salire fino in cima, per vedere quel che c’è sotto… 
Il viso si  contrasse mentre leggeva alcune formule, l’aria pesante di quel giorno lo  rendevano ancora più misterioso…
Queste cronache antiche, offrono alla scienza la base del vero avanzamento tecnologico, che elimina il sacrificio  e la fatica ha solo il movimento dei pensieri. Si dice che le fondamenta delle piramidi vennero posate contemporaneamente e che poi le generazioni che vennero, dimenticarono come procedere verso la perfezione. Gli antichi  usavano pietre di diorite per scanalare il granito e la leva, la più grande scoperta dell’uomo, per riuscire in imprese titaniche. Poi si immerse in un esperimento e d’un tratto gli oggetti che lo circondavano iniziarono a volteggiare intorno a lui..
 Acqua, sabbia, polvere di quarzo tagliano la roccia più dura. Elettricità nella pelle scalda mani ghiacciate, e come potrebbero lavorare se non avessero il collante, e come le cellule tenute unite potrebbero  scindersi e il nostro corpo divenire pura luce, tra i fotoni che illuminano l’illusione della carne.

ViolaNerapoetry

I_C

Il Mago e il male oscuro


guardami .. teschio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I colori non li uso come bandiera, ecco perchè vesto di nero, come occulto dono, ho il coraggio di mostrare quel che sono. Non amo la politica e i suoi pessimi dipendenti… Non soffro d’invidia e nemmeno di troppo orgoglio, se penso dico e non sto ad attendere che gli altri chinino la testa. A volte esco fuori dall’uscio, quello indicato da chi aveva vissuto prima di me, e m’hanno detto che quella era l’uscita, ma ho preferito un’altra strada, e differentemente dalle loro convinzioni vado da una riva all’altra, per sapere sempre che vento tira. Se la menzogna si nasconde a me piace stanarla,  sono il primo ad essere gabbato, sono lezioni della vita e non mi hanno portato ad essere solitario per paura, gli do il merito d’aver la  sensazione di volare. E’ stato dopo essermi allontanato dalla benevolenza dell’accomunazione ad un pensiero; fa guppo e osteggia la coscienza, che ha l’aura che cangia ad ogni sensazione. Malessere grigio o violetto  di sano colorito, l’aura sarà ingrandita dalle buone esperienze, e dovrò camminare chissà dove e quanto, per averne un millimetro in circonferenza. Il guscio ha la pelle dura, e male assorbe la negatività che spazia sulle nostre esistenze..
Il sole calava il suo zenit, e di nuovo vidi quella luce
intensa della sfera incandescente, nutrire i suoi lineamenti,
rinvigoriva ad ogni sera o giorno che lo incontravo…
Vedi, questa tecnica veniva usata sin dalla nascita dei primi culti dedicati al sole, ma io non la chiamo pratica, è lo Spirito del Padre che attira a se le sue creature, anche da bambino lo facevo inconsciamente, fissavo il sole quando sapevo che avrei potuto resistergli, e cioé all’alba o al tramonto. Non mangio molto, è vero, è la magia del cosmo  nutre con i suoi raggi , l’occhio stanco a poco a poco diviene sveglio, e la mano miscela senza tremare, polveri e veleni.. Sono impregnato di male e bene, sono un catalizzatore  bombardato dalle terrene ansie, e per questo riesco a contattare solo spiriti malvagi. Dedico la mia purificazione al culto del sole in mistico silenzio, per essere libero da catene, ho viaggiato troppo a lungo nei gironi dell’inferno e porto con me anime sperse…
Ero in balia di sensazioni, il benessere della luce, la tenebra che di nuovo si affacciava sulla strada del Mago.. Mistico si davvero..

Mi guardai attorno ed era svanito nel nulla, eppure
quella vecchia porta non s’era mai aperta…

ViolaNerapoetry

Il Mago. Nel mondo dei ciechi.

mago immerso nella natura

  1. di nuovo alzò lo sguardo, una piccola finestra scavata nella pietra s’era incendiata dell’ultima luce del giorno, un raggio aveva colpito il suo volto; come uscito da un’altra dimensione,scosse la testa. Poi con il suo solito mistero fisso nello sguardo disse: La magia compensa ciò che il dogma toglie. Ciò che nega per ingnoranza o per comodo, si sa che le pagine nascono bianche e sta a chi vuole apprendere le regole del Cosmo dove leggere, il quando non si sa, tutto avviene perchè le cose accadono e basta, citando chi sa chi… In quel luogo solitario tutte le parole si fondevano al vento, e andavano lontano fuse alle sensazioni che partono dal cuore, perchè esse sono assai ingenue ma hanno il potere dell’innocenza, e sanno come arrivare all’abisso, al nostro intimo profondo.. Ti chiederai, ma gli abbissi non sono l’oscuro, il male abita non là? … Il nostro ventre è il centro della vita, la testa e il cervello sono i distruttori della vita, macchinosi e irriverenti hanno la capacità di confondere le sensazioni colte dallo spirito. Esso ci segue perchè imprigionato tra il corpo e l’anima, la coscienza che opera come l’aura ed esse sono visibili sulla nostra pelle, il che significa che siamo fatti di pura alchimia, di sale, carbonio, acqua della vita, e fiamma dell’energia che concede l’intelletto per supportare il fanciullo cervello. Al di là di tutto dobbiamo al nostro plesso solare l’avere un cervello, sembrerà strano in questi tempi di grandi cervelli, apprendere che le più belle virtù da noi possedute arrivano dalle interiora, e che potremmo amplificare i suoi poteri, come un’onda invisibile, raggiungere concentricamente tutti gli stadi dei nostri corpi astrali … Esso, rapprensenta il sole, il padre che dona energia e calore, è lui che fa crescere o morire la vegetazione. .. Il plesso solare è il centro di controllo del nostro essere, il padre dei nostri organi interni , il dottore delle nostre malattie, mentali o fisiche, egli ha la capacità di mutare pur’anco il nostro aspetto, modificare i tratti del volto… Ora, non starò qui a perdere tempo per cose che ancora non sai d’avere e forse poco comprendi, è questa una delle tracce che dovrai seguire, se vorrai in futuro con me parlare. E si avviò lentamente verso l’uscio, invitandomi con un gentile gesto ad uscire, sorridendo chiuse la sua vecchia porta, parlandomi dallo sportello dello spioncino aggiunse: Inutile che tu vada a raccontare in giro ciò che t’ho detto, ancora questo è parlare straniero. Dimostra ciò che divieni e chi non accetta vedrà con i suoi occhi, i cambiamenti evidenti non hanno bisogno di alcun commento.
    ViolaNerapoetry
    Continua..

    Immacolata Chessa