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Onirica poesia

 

 

 

 

 

 

 

Sono romantica e sognatrice  

    i sogni non li analizzo

  non sono per me solo

      ”attività onirica”

 

 Immagini dell’ inconscio idealizzate

       visioni nel sonno

 strette alle intime idee 

 

           Percezione

 Il mistero e il sogno sono poesia

           Attendono

 di essere scoperti e compresi

 

Nel manifesto simbolico

nel risveglio a rimembrare

storie di freschi colori

 

   Isolamento dormiente

       libera in azioni

   le emozioni primarie

     latenti e opposte

 

  L’uomo civilizzato tende

      a metter ordine

      con l’attitudine

a chiarire il significato

             oscuro

   disteso nell’antico letto

 

      Nell’eco di antiche teorie

scienziati dallo spirito matematico

   non hanno ancora scoperto

         ciò che per il poeta

   e il popolo saggio era già

            conoscenza

 

  Dalla genesi del mondo

    abbiamo ereditato

un profetico figlio prediletto

di fronte alle vacche grasse

 

    al fianco di sacerdoti

      schiavo predestinato

          Faraone preso

   dall’onirico messaggio

              divino

  di imperscrutabile volontà

 

    Dormi coscienza

      apri la notte

  al super-io e fallo felice

svelando e non censurando

desideri che non oso rivelare.

Immacolata Chessa

18 ottobre 2010 alle ore 17:19

La danza della luna-La strega innamorata-

 Leggiadra danza

Minuetto di magia

Nella notte compagna

che vuole andare via

Sorella rimani ancora un po

A dirti non so per quanto

tu possa frenare un pianto

Un ricordo che ora scordo

Con le tue ali sono qui a volteggiare

Sentire il tuo richiamo

e ciò che amo

Ti porto lontano

Seguimi

Faremo giostre di luce

alle stelle conduce

Mano fredda della luna

sei bella come nessuna

Musica di violini arpe odo nell’aria

Musa del tormento

Tu sai che non mento

Porta il mio fulgore

nell’alcova del mio amore

Metti le mie labbra attaccate

al suo sonno e non lasciare

che dimentichi le ore passate.

Immacolata Chessa

I FIGLI DELLA COPULAZIONE

Adora il tuo sole

Illuminato

da Reale progenie      

           Dinastia del controllo                                                                                                

da Babilonia a Roma

Si specchia nelle acque di Cleopatra

Sui simboli del potere

Dal passato al presente

Sacre storie d’unione

Sangue ibrido divino                                           

Genetica dell’Impero

Nefilim figli del Ra

Eroi del loro tempo potenti  

Non affogati nel diluvio

Dal Drago al Serpente

alla Sfinge che sorride a Orione

Obelischi Guardiani

Dischi solari contano le ore

Fraterna ossessione mentale

Microchip ed occhi meccanici

Spiano il gregge da nutrire con la nullità

Telescopi diretti a Nibiru

Salutano mano nella mano

Muratori elevano templi

Lasciano la firma per il sapere

Dentro scaffali proibiti archivi all’umanità

Cupola di marmo custode

dello Spirito Reincarnato

Nobile Dinastia che ritorna sulla via

Vergini reggono tra le mani codici neri

Cifrato decreto dei Cavalieri scacciati

nella prigione dell’alchimista

l’oro dalle sue mani hanno strappato

Portano la Morte ingannando

fin’anche il Demonio

ficcandolo nel fondo della sua leggenda

Ai quattro elementi dell’universo

han dato la chiave

La Sindome lacrima

sul figlio avvelenato che saluta

dal bianco Viale illuminato sulla collina

Non preparato all’eterno viaggio

Non tramutato in corpo imbalsamato

Coperto dal lenzuolo del segreto

Urlo sommesso dalla finestra

alle spalle dei suoi carcerieri

Parlava alle coscienze

”Non uccidere,non può l’uomo calpestare ciò che Dio ha concesso”

E darà il suo Giudizio

Lunghi corridoi di candido marmo

arrivano a porte macchiate di sangue

dalla Divina Dinastia

Paradiso non aperto

a chi non ha danzato l’antico Rito

Le mele del loro giardino

marciranno sui loro alberi

Vomitano monete e defecano serpi

Strisciano contaminando l’umanita’

Promulgatori dell’Empietà.

I_C

14 febbraio 2011 alle ore 3:54

 

Osiride e madre di Horus … Iside ‘’ la donna gravida ‘’ come Maria Maddalena o la Madre di Gesù o Mitra.

 

Gesù o il dio Sole? La storia di Gesù coincide con gli antichi miti e questa estrema somiglianza ha dato adito a dibattiti ancora accesi almeno da duecento anni, tra cristiani e profani. Il cristianesimo sostiene che Gesù, il dio stesso, la Trinità discese nella storia dell’umanità, da una madre vergine e una procreazione e resurrezione miracolosa, attribuendogli così il segno della divinità. Il mito sembrerebbe diverso per ogni cultura, nelle civiltà mediterranee orientali del primo secolo d.C. erano prodigi de numi pagani agrari e solari. In sintesi, consiste nel dramma di un giovine che muore nel pieno della vita, per rigenerare la natura col suo sangue, rinato e resuscitato con il grano nuovo della primavera e divenire ‘’ Il Signore dei vivi e dei morti ‘’Il Salvatore dell’umanità.. In Egitto era Osiride, Persia è Mitra, Asia minore Attis, in Grecia Dioniso. Da ricerche documentate nel tempo, trattasi di mito universale. Troviamo miti dell’antico nell’America degli indiani, tra i Celti, dove il dio sacrificava volontariamente se stesso. Come Gesù, ‘’ l’agnello scannato sin dalla fondazione del mondo ‘’. La mitologia comparata ha evidenziato che siano stati unificati i tre culti monoteisti, stabilitisi a Roma, dedicati al Cristo, Mitra e Sol Invictus. La Maddalena, come Iside, cerca Gesù morto, il dio, Iside resuscita Osiride. La prima sacra famiglia fu egizia, Osiride- Iside- Horus ( La Luce, Il Sole), anche Horus fu concepito senza ricorrere alla sessualità. Il primo dio supremo Uno e Trino, la prima eucarestia, la comunione osiridea  fatta con il pane e vino. E persino la prima comunione ‘’ Nel corpo del dio’’… Osiride fu il primo a fondersi col dio padre ( RA ) il primo salvatore degli uomini. Sant’Agostino, il dottore della chiesa, sosteneva che questi miti fossero prefigurazioni profetiche, ispirate da dio per rivelare l’avvento di Cristo, della  legittimità divina della sua missione, imprimendo così, la sua immagine nello spirito, nel profondo collettivo umano. E quando ,iniziò a divenire la vera religione, essa già esisteva… nelle trance mistiche, nei sogni e nei miti, preparandoci al suo avvento. Teorie riportate dal teologo gesuita Jacques Dupuis, nel suo libro  ‘’ Verso una teologia del pluralismo religioso ‘’ castigato dal silenzio della Congregazione per la dottrina della fede, ai tempi diretta dal cardinale Ratzinger. Da parte mia, vedo un Maestro di saggezza, un profeta, un Messia a cui vennero attribuiti elementi leggendari di altri divinità. L’evoluzione culturale ha fatto si che, l’universalità del mito, si deve al fatto che  tratta di un archetipo, impresso nell’inconscio collettivo, Jung. 

Nascita da una vergine Secondo una leggenda iranica Mitra sarebbe nato da una dea vergine. In alcune culture il calendario cominciava originariamente nella  costellazione della vergine pertanto il Sole sarebbe “nato da una Vergine”.

Secondo altri invece Mitra nacque da una roccia, presumibilmente lasciando una grotta dietro di sé. La roccia non può certamente essere definita “una vergine”, e inoltre Mitra nacque già adulto [MS.173]. Dunque pertanto non può considerarsi valida l’analogia tra la figura di Maria Vergine e quella della roccia, ma può considerarsi valida se confrontata col rito iraniano. Va sempre ricordato che il Mazdeismo così come le altre religioni che successivamente si ispireranno alla bibbia, nasce in Medio Oriente e qui se ne può interpretare la forma originale. Successivamente, passando dal Medio Oriente ad altre regioni, queste ne modificano il contenuto originale adattandolo alle proprie necessità o consuetudini. Si consideri poi che la nascita di Mitra avrebbe avuto luogo quando gli uomini non erano ancora stati creati.

Ora compariamo ‘’ le coincidenze’’ Gesù- Osiride- Dioniso-

Salvatore degli uomini, dio fatto uomo e fuso al Padre.- Nati da una madre vergine in una grotta o simile, il 25 dicembre o 6 gennaio, festività dei culti solari- L’arrivo di una cometa che ne annunciava la nascita, indicandone il luogo, con la visita di maghi omaggiandolo con oro, incenso e mirra- Battezzati con un rito, comune a tutti i culti iniziatici del mistero – Il prodigio dell’acqua trasformata in vino – Realizzarono prodigi miracolosi per la cura dei malati, calmarono le acque per consentire una pesca miracolosa. Condannati ‘’ per eresia’’ per una condotta licenziosa. Tutti hanno avuto dodici seguaci nel simbolismo dei segni zodiacali qui si dice che no siano stati dodici, ma tanto sono storielle… La lista è lunghissima, sino ad arrivare ad essere assassinati o essere sacrificati ed essere avvolti in un telo, poi risorti dopo tre giorni, trovando il sepolcro vuoto dopo la sua morte. L’attesa del suo ritorno per redimere e giudicare l’umanità alla fine dei tempi, e fondare l’Età dell’Oro, La luce, Il Sole… Nel 300 a.C. veniva festeggiato il dio Sole babilonese ( Shamash) il 25 dicembre. Il dio solare UTU sumerico, era il dio Sole della giustizia e della predizione. Passato , presente e futuro, in quanto posizionato in alto e quindi può vedere tutto. In Babilonia troviamo le tracce di Tammuz, figlio di Ishtar, considerato l’incarnazione del sole. Come Iside, Ishtar era rappresentata con il figlio tra le braccia. Il bambino aveva attorno alla testa un’aureola di dodici stelle, anche Tammuz morì, per risorgere tre giorni dopo. Bacab, il dio sole dello Yucatan, messo al mondo dalla vergine Chiribias. Il dio Sole Inca Wiracocha, festeggiato nel solstizio d’inverno, Inti Raymi, il 24 giugno, perché nell’emisfero del sud le stagioni sono rovesciate, infatti il solstizio d’inverno cade in giugno. ( Le radici pagane del Natale- Elena Savino). Sono tutte impersonificazioni con il  dio Sole, La nascita, la morte, la resurrezione, scaturiscono da una prospettiva geocentrica, ossia, tra il 21\22 dicembre, il sole cala il suo zenit, si abbassa, per poi risalire. E così, i nostri antenati credettero che il sole ‘’ morisse’’ per poi resuscitare il 25 dicembre. Infine, in origine il calendario iniziava sotto la costellazione della Vergine, che partoriva il sole.

Il sole è appeso ad una croce, simboleggiando il passaggio negli equinozi, e nell’equinozio primaverile risorge, Pasqua, la resurrezione dell’eterna vita. Allora cosa aspettiamo, usciamo all’alba e al tramonto e nutriamoci del dio, che ha fatto si che noi potessimo emanciparci per essere finalmente degni della nostra stirpe divina.

Fine? …

ViolaNerapoetry

Pensieri tascabili-La soluzione?

 Mi ritrovo spesso a riflettere sulla natura del bene e del male;

di come noi esseri umani

ne abbiamo cercato le radici, la soluzione .

Quale sia la nascita e la conclusione, la causa ed effetto dei divari,

delle guerre fratricide,

nessuno lo sa.

Come una gramigna che affoga un prato verde il male seppellisce offuscando lo splendore del bene,

rendendolo muffoso, appiccicandosi alle dita..al tatto.

Come un fungo velenoso

 intacca la mente e il corpo.

Fin dall’inizio del creato

questo sbilanciamento è stato osservato ,studiato.

Nasciamo già con un carattere formato, influenzato

dall’ambiente che ci circonda ,

che potrebbe modificare il corso dei nostri destini.

Ad ognuno  è dato un marchio, un codice di riconoscimento,

di appartenenza chiamato dalla scienza DNA.

Ma, allora l’essere umano

è guidato solo da una serie di numeri infiniti?

Siamo solo frutto di freddo calcolo?

In questo caso dovremmo escludere la spiritualità che ci guida a cercare oltre il materialismo.

Educando l’essere umano alla bontà , anche in assenza

di legami di sangue.

Come si spiegano i sentimenti al di fuori della parentela?

E come non vedere l’amore che nasce tra due estranei?

Alchimia? Tutto qui?

In questo caso , non vedo alcuna differenza tra il fiore che sboccia

all’arrivo della primavera e il fiocco di neve

che cade all’apparire dell’inverno.

E spiegatemi ,

perché l’intelletto e l’arte ed altre attitudini,non sono

distribuite in egual misura per ognuno?

Esiste un altro parametro di misura, per conoscere l’interiore umano.

Quello dato dalla scintilla che permette ad una macchina perfetta di funzionare,

ad aver anche sentimenti.

Ricordare per migliorare, per evolversi positivamente.

Esiste anche il contrario

che cresce dentro noi e dimentica il bene ricevuto,

per rendere a chi l’accompagna nell’esistenza solo malvagità.

Contando le nascite delle due differenti nature

potremmo calcolare se al mondo

esistono  soggetti più cattivi o più buoni.

Ecco che , la scienza darebbe un aiuto valido

all’avanzamento del benessere

e alla salvezza del genere umano.

Sorge a questo punto una domanda logica:

Una volta scoperto chi sono i buoni e chi i cattivi,

cosa farsene dei secondi sapendo che saranno un cancro per la società?

Chi ci autorizzerebbe a divenir giustizieri o addirittura artefici delle esistenze umane?

Potremmo dedurre  che

anche il male ha una sua ragion d’essere.

Serve a riconoscere  il giusto, a non confondere ciò

che alla nostra vista sembra bene.

Contrapponendosi alla ragione, entrando nelle menti,

evidenziandosi sul volto.

Nello scatto d’ira che coglie l’assassino

e a quello del buon padre che trattiene la mano per non colpire.

Vorrei trovare la ragione e la causa scatenante

che fa esplodere da un lato la vita e dall’altro la distruzione.

La storia insegna che per ogni epoca esiste un demone da sconfiggere,

che alberga nel profondo di ognuno di noi.

Lo troviamo nella fame, che porta a uccidere per colmare il vuoto

non solo esistenziale.

La corsa al denaro.

 Desiderare sempre ciò che non abbiamo.

Consumismo, sesso a pranzo e cena.

Il potere si traduce

nella macchina più veloce, nella casa più grande 

e anche attributi,

bellezza.. 

A qualcuno manca sempre qualcosa di indefinito, 

preso dal morso dell’egoismo.

L’altra parte di anime  che sembra inerme, ha invece

una grande forza che il male non ha,

essa si unisce , per un periodo di tempo, seppur breve.

Divenendo fratello dello sconosciuto e insieme 

alzano barricate per sconfiggere il comune nemico.

La soluzione al male?

La fratellanza.

L’evoluzione .Dal Big Bang a Nibiru.A Gaia Madre salvata

 

Un getto di vita si scagliò

da un parallelo fratello

Nel nero mare senza confini

Meteoriti sperduti tracciavano nuove rotte spaziali

Dal buio d’elettrico inferno brillò una cometa

Madre bruciava nel fuoco di lava

Cullando la vita divenne Regina

Compressa nella spinta alle spalle del tempo

Cellula emersa nutriva neonati monocellulari

Straordinario evento nato dalla polvere stellare

Sorelle splendenti addensavano nubi di nebbia solare

Stella di fuoco mutò in primordiale fusione

Gomitoli divenuti pianeti filavano sul filo d’Arianna

In progressivo e violento divenir scioglendosi e rigenerandosi

Eventi meravigliosi nella forza ammaliante

Attratti e compatti si misero in linea

Ballando la danza di grandezza solare

Planetesimali fusi nel Mercuro nella bellezza di Venere

Iniziava alla vita una roccia bollente senza natali

Collisioni donavano fiamme d’argento

Sulla scia di un detrito ghiacciato

Frammenti di Luna nel carbonio di Gaia

Un veloce boato correva mutando i millenni

Universo fanciullo s’abbeverava in un oceano di latte

Serpeggiava l’abbraccio d’un atomo Messia

Esplose dall’energia  materia gassosa

In milioni d’ammassi miliardi galattici

Titano sciolto dall’amore celestiale

Avvolse il planetario tra luci offuscate

Tirava le redini dall’antico del divino Omega

Il Centauro mordeva le briglie sulla Bianca Via di genitrici vitali

Centro ad effetto di luce ipnotica nel giro a spirale

Cannibali sorelle ingoiano fuse entità

Dei padri Annunaki la galassia è forza centrifuga

Nel moto perpetuo stringendo la vite

Di travaglio gravitazionale

Tira a se Magellano nell’onda del tempo

Offuscata da nascite di future alleanze

Senza che nulla possa distorcer la fiaba iniziata

Nell’operato del genere umano

Scandisce Nibiru la minaccia temuta

Via degli Dei salverà la nostra vita lucente

Assorbendosi in magnetica attrazione

Nel nero passaggio  bucato da caldi raggi

Sospesa a mani protese nel solstizio d’inverno

Padre solare di sperma divino

Scocca la freccia dall’arco teso di Sagittario

Guerriero galoppa  per il suo imperatore

Reggente biforcuto della lingua di Ofiuco

Cancellato dall’antico culto del tedicesimo zodiaco

Madre dimenticata nelle spire appisolata

Rettiloide venerato del creato odiato da Zeus

Avvelena col pungiglione il guardiano Orione

Matematica evoluzione dissolve l’incertezza

Nel mezzo mondo di Taurus

Un falco sorvolerà le teorie

Si fletteranno archi divini innalzandosi a cupole

In celestiale energia

Centrando l’unione in perfetta armonia

Tra il bene e il male

Salvando il frutto proibito dell’albero della vita

Atteso è l’invio della forza del raggio salvatore

Nel luogo del passaggio del pianeta errante

Rigeneratori spalancheranno  la porta delle stelle

Da Oriente a Occidente s’apriranno le torri  guardiane

Alla nuova evoluzione sulll’onda del cuore

Ricordandoci che dalla morte nasce la vita.

I_C

7 settembre 2011 alle ore 17:20

 

La mia, storia della cometa.


C’era una volta…

Una fanciulla a cui piaceva dormire nei boschi, 
all’ombra di alberi secolari, messi appositamente dal Divino, 
per sostenere la terra sotto inostri piedi.
Tra i raggi del sole, lei si lasciava andare,
mani invisibili accarezzavano i suoi capelli,
illuminando i suoi delicati sogni,
e proprio in uno di quei pomeriggi,lei sognò una stella cometa.
Una voce di Madre le raccontò la storia della vita:
” Una Stella oscura spinge la vita ad orbitare nel suo eterno,
nel suo cerchio magico, lo spazio e comete splendenti,
e sassi del cosmo.Sulla via dorata dell’onirico da là giungeva,
da un atollo di quarzo orbitante nello spazio,
entrando nella rotta a forma di spirale e conico passaggio.
La magica cometa passò il circolare punto d’accesso
al di là della Porta delle stelle,
per giungere in tempo nel tempo ,
a velocità della luce.

L’appuntamento con il destino
dell’Eterno, giunto anch’Esso dalla folgore dei tempi,
immemore. La fiamma della sua luce, gelava le vie siderali
e tutto copriva con la sua imbiancata coda. In essa celava
il segreto,la divina manciata di vita spargeva ovunque fosse.
” Brillava talmente tanto, che anche nel sonno la fanciulla
si copriva gli occhi con le mani.
” Avvolta da nebbia azzurrina, sembrava brillasse
solo per il gusto di godere di folgorante bellezza.”
Ad ogni contrada e dove la sera si avvistava,
la gente accorreva e la indicava:
” Guardate è la Stella Cometa”
E sembrava davvero che dal cielo piovessero note,
e arpe incantate, per un ballo di pace e sogno avverato.

Distaccata. L’ombra.

 

 

 

 

 

 

 

Sento passi cambiare strada, seguirmi
attraversando il buio ovattato
di una sconosciuta dimensione
Salgo di corsa le scale e la inseguo, 
ma lei, la mia ombra, mi precede
si divincola dalla mia vista e corre per le strade della paura
Accorrono silenzi fatti di possessione ancestrale, spirito
essenza vicina, talmente da rendere folle chi l’ascolta
Eppure, questa notte la volevo tutta per me,
invece lei
eccola sopra il muro, segue il mio cammino. 
Sono un manifesto
e vedo passare tutte le vite e mi sciolgo alla prima pioggia
e seccata dal sole vengo strappata da mani che giocano
tormentando la mia immagine.
L’entità delle ombre assume
forme diverse e stanotte credo, si sia impossessata 
della mia ombra. Non le concedo questo privilegio, cerco
di riafferrarla e di nuovo renderla mia socia di viaggio.
Mia prigioniera..
Accoccolata sotto palmi d’alberi estivi con me, ed ora
se ne va in giro a distruggere vite e sbandierando i fatti miei
Insomma, credo a quello che vedo e credo d’essere 
stata presa di mira dal mistero, che ho sempre inseguito
e mai compreso e forse questo fenomeno
è solo la punizione d’aver troppo scavato nei suoi cunicoli. 
Il tiro mancino della sinistra dimensione, 
divisa da pochi centimetri, demoni o angeli
apriranno quella porta e la mia ombra, sarà lì ad accoglierli 
senza chiedermi nemmeno il permesso. 
Ammetto che fin’ora
di lei non sapevo cosa farmene, 
a cosa serviva questa macchia nera, che a volte
mi obbligava a dover dichiarare la mia presenza.
Avvicinandomi al fuoco prendeva forza e si allungava
a volte m’ha talmente spaventata da farmi passare per matta.
Disubbidiente esprime la sua vera natura, 
lei è donna e da sempre si sa, di lei non ci si può fidare.
Felina scappa e salta il fosso per non farsi mai afferrare.

Il fuoco concede energia.

 

 
Allora m’illudo e mi consolo, 
dono o colpa da cancellare 
con il tasto delete, il libero arbitrio?
Pungiglione della consapevolezza
o liberazione dell’incoscienza…
La vita e la morte accettabili nell’inutilità
materiale, modificabili a tal punto,
da poter intervenire sulle fasi negative,
un giorno non così lontano, senza sprecare
ciò che di buono
abbiamo seminato. Sarà, grano maturo
lasciato alle intemperie,
o morte della vita messa a marcire? Oppure,
rimedieremo salvando i nostri dati,
le potenzialità inespresse
che impediscono all’umana specie di evolversi,
come un’interfaccia
che completerà la nostra evoluzione mentale,
divenendo noi lo schermo da visualizzare…
Dati accumulati dalla nostra mente interiore,
quello spazio tra anima e spirito
che non riesce a farsi sentire…
Potremo integrarci con l’Universo,
noi deboli e superficiali, a tal punto
da non ” sentire” ” vedere” nel riflesso
della luce un livello superiore
di conoscenza. La coscienza
collettiva unita all’individualità positiva,
nell’espletazione dell’energia vitale.
Superando l’esame del severo Cosmo ,
che influirà positivamente su chi
ha già ” aperto la mente” .
La salvezza è nel codice divino,
non in quello all’accesso a internet,
quanto sappiamo, masticando davanti allo schermo,
giungendo ” in siti ” a noi altrimenti inaccessibili,
raggiunti con l’illusione d’essere sempre presenti,
nell’isolamento forzato
di energie statiche, mosse solo
dalla pesantezza di una mano.
Il fuoco sacro che brucia in noi
è il lume della ragione, il terzo occhio
che vigila, la sfera incandescente
che dona vita all’universo intero,
la fiamma, la luce, il sole.

Le ombre-Sussurri 

Restano impresse 
su porte cigolanti
disegnate sui muri 
di case abbandonate
Finestre aperte
alla luce di candele fioche
Passi silenziosi scuotono
la nebbiosa calma
Al rintoccar del vespro
attendono l’aprirsi di un varco
Un camino acceso
spalanca le fauci della paura
Gelida fiamma senza calore
brucia le ore allungandole
Scampanellando
la chiamata di solitarie anime
Spiriti illusi dai lamenti di morenti gemiti
Trasudando da ferite di cera
cosparsa, si spostano leggeri
Fruscii d’un alito passaggio
plasmatosi sui vetri intirizziti
Anche la neve non cade per caso
su tetti scoperti
Copre letti disfatti
imbiancando l’orma nell’ultimo talamo.