Le sciamane.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggendo le istruzioni dell’antica scienza, che avverte di star lontani dalle controindicazioni, miscela infusi, decotti, tinture, per alleviare anche quelle malattie dello spirito avvilito. Versa nel recipiente e successivamente, fai ardere la fiamma, fai scaldare quella coppa che evapora nell’aria.
La donna, il gatto, la civetta, il corvo, il serpente, relegati dall’ignoranza che non conosce il vero senso della magia naturale, di quell’utile usanza di sperimentare le forze della natura, della ricerca di erbe ottimali, per sanare corpo mente e spirito. Eva, Iside, Ishtar, Venere, Diana, Artemide, non sono altro che la visione celestiale del femmineo sacro, dell’amore, della nascita, della pietà. Ogni componente elementare contribuisce all’elevazione spirituale , al viaggio cosmico di ogni essere impregnato d’aria, acqua, fuoco, figlio della madre terra. Streghe e gatti sono sempre stati alleati, forse sono stati i gatti a sceglierle, indipendenti e avidi di carezze e donatori di pace interiore, come tutti gli animali detti amici dell’uomo. Ma dall’antico medioevo, dall’orribile tribunale dell’inquisizione, che ancora esiste, la loro leggenda divenne funesta, entrambi streghe e gatti vennero ingiustamente perseguitati, dietro alla caccia alle streghe si nascondeva la paura del mistero, della donna sciamana, guaritrice, in un groviglio di superstizioni si cancellò la vera storia che esse avevano scritto con le loro azioni. Il gatto nero della strega, che morì anch’esso vittima della superstizione e ancora continua, era spesso, lo spirito del grano, nelle feste del fuoco del Nord Europa. Oppure in Francia veniva catturato e ornato con spighe e fiori. Tra balli ,canti e festeggiamenti , e se qualcuno si feriva durante la mietitura era la saliva del gatto a guarire le ferite, leccando la parte malata. Il gatto mammone era un contadino che falciava l’ultima mietitura e vestiva con giunchi di segale avvolti alle gambe, come atto propiziatorio. Spero che il tempo abbia reso merito alle vittime innocenti maltrattate e uccise. Sin qui ho parlato di gatti perché , legati alle streghe, alle sacerdotesse minoiche che usavano adornare la testa con un gatto nero accovacciato e una serpe tra le mani.Gatti neri per definire il manto scuro dell’universo, dove leggere le stelle.
In tutte le storie che trattano di streghe, ovvero, donne guaritrici, dal pentolone delle dicerie, ne fuoriesce un filtro, spesso in contrasto con la cristianità, con i principi sorpassati di una scienza cieca. Si evolveva in essa la figura della medichessa, la guaritrice, l’ostetrica, la detentrice d’un sapere antico, giunto fino a noi solo per l’intervento di Paracelso, che ne descrisse i benefici e i malefici, testimoniando con fonti storiche il grande valore delle sciamane, che usavano unguenti e filtri garantendo fertilità, contraccettivi naturali, la potenza sessuale, masticando cicuta o bevendo malva.. La ruta introdotta nell’apparato riproduttivo decretava la morte tramite aborto. E a tal proposito rammento che le donne fino al 1704, che morivano per questa pratica, non venivano sepolte in terra benedetta.
Quindi, le streghe, non erano altro che donne con poteri anche divinatori, che aiutavano altre donne e solo l’accomunazione al dolore riesce nell’intento di guarire o intervenire sulle sorti di povere creature, altrimenti lasciate a morire per indifferenza o negligenza.

ViolaNERApoetry

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